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sabato 28 marzo 2015

Tra Salvini e Marine Le Pen: Intervista a Philippe Vardon

https://www.youtube.com/watch?v=PKnDF3ZyOhs

 il 28 febbraio 2015 Il Talebano ha organizzato una conferenza con Matteo Salvini, Pietrangelo Buttafuoco, Pegida, Bloc Identitaire, Generazione Identitaria, Riva Destra e tanti altri gruppi di giovani motivati ad impegnarsi per rendere l'Europa un paese migliore.

Intervista a Philippe Vardon, leader di Bloc Identitaire in Francia . Si ringrazia Il Talebano per l'organizzazione dell'evento.




giovedì 26 marzo 2015

Serghei Markhel: testimonianza dall'ucraina

Incontro con Serghei Markhel: 
Dal rogo di Odessa dell’anno scorso all’associazione Global Rights of peaceful people 

http://www.mattinonline.ch/incontro-con-serghei-markhel-dal-rogo-di-odessa-dellanno-scorso-allassociazione-global-rights-of-peaceful-people/
Dinamiche politiche: Nazisti europeisti contro democratici indipendentisti  
L’ucraina è divisa in due. Da una parte si i nazionalisti di stampo nazi-fascista che vorrebbero unirsi economicamente al totalitarismo della banca Centrale Europea, e dall’altro lato ci sono invece i sostenitori della democrazia, dell’indipendenza e dell’autodeterminazione dei popoli che vorrebbero che l’Ucraina resti una Nazione Sovrana entrando a far parte della federazione Russa.

Quella serie di sanguinosi scontri noti col nome “ Euromaidan” sono iniziati la notte del 21 novembre 2013, quando il governo democratico ucraino ha annunciato di non volersi annettere economicamente al mercato di libero scambio europeo. Le proteste filo-europeiste sono state combattute a suon di molotov  e Napalm dalle milizie naziste  del Pravi Sektor, addestrati dai militari della NATO.

Il fatto più grave: Il rogo di Odessa del 2 maggio con vittime filorusse 
Serghei Markhel è stato testimone al massacro  di Odessa del 2 maggio scorso, uno dei tanti conflitti  a ferro e fuoco che hanno messo in ginocchio la popolazione ucraina.  Le cifre in internet parlano di 38 vittime, i testimoni affermano che vi erano circa 300 cadaveri carbonizzati. I giornali occidentali hanno detto che si è trattato di un incendio doloso che ha ucciso i presenti all’interno della casa dei sindacati. Di fatto la realtà è un’altra.

Le dinamiche: Soldati nazisti del Pravy Sektor che intrappolano persone in un edificio
A fine pomeriggio la piazza di fronte alla Casa dei Sindacati di Odessa si è riempita di manifestanti. Le proteste, inizialmente pacifiche, sono poi degenerate quando il Pravi Sektor neo-nazista ha cominciato ad appiccare fuoco al pattume di fronte all’edificio. 

Con l’inganno, e grazie ai sobillatori che fingevano di voler aiutare i manifestanti anti-europeisti, le persone sono state attirate all’interno dell’edificio. Gli impiegati della struttura pubblica erano già riversi al suolo col cranio sfondato dalle bastonate.
 Prese dal panico le persone si sono accalcate ai piani alti della struttura, per sfuggire alle fiamme che sembravano divorare la piazza e l’entrata. I combattenti nazisti allora sono entrati in gioco: Massacrare le persone chiuse come topi nella Casa del Sindacato è stato un gioco facilissimo.

Come testimoniano le fotografie e come ha ben descritto Serghei Markhel l’edificio NON È bruciato, ma hanno bruciato solo i manifestanti scappati dalla piazza che cercavano rifugio. I soldati, vestiti da civili, armati di NAPALM e lanciafiamme hanno bruciato le persone.I corpi infatti risultano bruciati soprattutto sul viso, dove è stato indirizzato il getto di fiamme, e sulle mani, perchè mentre morivano cercavano di togliersi le fiamme dalla testa.

Serghei Markhel, sopravissuto al massacro. Ora  dirigente e coordinatore di Global, Rights of peaceful people. Serghei Markhel, attivista del movimento ucraino di resistenza antifascista "Kulikovo pole", dopo a  questo evento tragico ha deciso di scappare dall’Ucraina per raggiungere la Crimea, terra che dall’11 marzo ha potuto finalmente sancire il proprio statuto autonomo.
La Crimea da quando è diventata parte della Federazione Russa ha vissuto un vero e proprio boom economico. Come dice Serghei “ Lo stato sociale è molto migliorato e, rispetto ad un anziano ucraino, l’anziano di crimea può godere finalmente di una pensione decente. Anche le infrastrutture pubbliche grazie alla federazione Russa sono molto migliorate,e nel giro di qualche anno si potrà beneficiare di acqua potabile in tutta crimea e di strade nuove.” Dopo al trauma vissuto ad Odessa ha deciso di impegnarsi al massimo per difendere i cittadini dell’Ucraina che si vogliono ribellare all’Unione Europea. Il suo impegno l’ha portato a fondare l’associazione Global Rights of peaceful people, che, tessendo un network d’informazioni in tutta Europa, mira a liberare tutti i popoli e le nazioni sovrane dalla minaccia nazista ed europeista che, ad Odessa, è costata la vita a centinaia di persone. 










http://www.ticinolive.ch/2015/03/26/2-maggio-2014-il-terribile-rogo-di-odessa-di-liliane-tami/

mercoledì 25 marzo 2015

Salvini e Bloc Identitaire

https://m.youtube.com/watch?v=PKnDF3ZyOhs intervista a Philippe Vardon, leader di bloc identitaire in Francia . Si ringrazia Il Talebano per l'organizzazione dell'evento !

giovedì 29 gennaio 2015

Il prezzo della libertà di Greta e Vanessa: Intervista a Giacomo Stucchi


Greta e Vanessa sono due giovani ragazze che l’estate scorsa sono andate a fare un viaggio umanitario in Siria. Sono state rapite dagli estremisti islamici e sono state liberate solo cinque mesi dopo. I giornali italiani hanno detto che la loro libertà è costata 12 milioni di dollari. Ma non è vero. Il presidente dei servizi segreti italiani, Giacomo Stucchi, ha chiaramente detto che è una menzogna. Il governo italiano ha dovuto pagare un riscatto salato, ma non in denaro. L’identità della contropartita non è stata svelata, ma si ipotizza, grazie all’intervista qui presente, che si tratti di armi da guerra. Il prezzo della libertà delle due ragazze potrebbe esser stato uno stock missilistico, com’è già accaduto altre volte. 

Il senatore Giacomo Stucchi (leghista) è presidente del Copasir dal 6 giugno 2013. Il Copasir è il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Italiana che dal 2007 sostituisce il Copaco, il vecchio Comitato Parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti. Lo ringraziamo per averci fornito una serie interessantissime notizie inerenti al terrorismo internazionale.

Liliane Tami :Onorevole Stucchi, come vive l’Italia la questione dell’Avanzata Islamica?
Giacomo Stucchi :  Attualmente il livello di allerta al terrorismo è al suo massimo apice. Si sa che tra i duecentomila clandestini approdati l’anno scorso vi sono degli individui che sostengono fortemente la causa del Califfato. Inoltre questi clandestini non sono certo tutti rifugiati politici: solo il 5% di loro vengono qui in Europa perchè provengono davvero da un paese in guerra che non rispetta i diritti fondamentali dell’Uomo. Un’Europa che non si oppone radicalmente all’immigrazione è comunque complice dell’avanzata dei musulmani in terre cristiane.

Come si stanno mobilitando le intelligence oggigiorno per contrastare i possibili atti terroristici?
GS   Attualmente i servizi di sicurezza stanno operando molto bene. Con gli studi e le tecnologie di oggi un attentato organizzato da una grande rete terroristica, come quello avvenuto l’11 settembre, può venir fermato ancora prima che venga messo in atto. Ma le minacce interne, provenienti da singoli individui radicati su suolo europeo (i cosiddettiLone Wolf) sono imprevedibili. Le micro-reti terroristiche e i nuclei famigliari, che organizzano gli attentati chiacchierando al bar senza usare telefoni o linee web, sono difficilmente rintracciabili ed estirpabili. Mantenendo alto il livello di incertezza e timore gli estremisti mettono in atto la “strategia della paura”.

Come si può contrastare questa loro strategia?
GS   Semplicemente cercando di non aver paura e vivere la nostra vita come sempre. L’islam radicale vuole sconfiggere i nostri valori fondamentali e nel contempo instaurare nell’occidente un senso di timore ed inferiorità. Gli atti terroristici servono solamente a far pubblicità ed istillare il timore nelle persone. Infatti, per i terroristi, l’importante è far parlar di sé.

Ok cambiamo argomento e parliamo del rapporto, sempre più stretto, tra Gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Che rapporto c’è tra Renzi e Michael Ledeen? *
GS   L’intelligence Americana e quella Italiana stanno collaborando e sono alleate su determinate questioni, come ad esempio quelle legate alla sicurezza ed alla lotta al terrorismo. È cambiato il clima rispetto a qualche anno fa. Mi ricordo, ad esempio, che io ero stato a Washington a visitare l’F.B.I. e la C.I.A ed altre agenzie loro. Noi venivamo trattati un po’ come parenti poveri. L’anno scorso invece siamo tornati e siamo stati trattati con pari dignità. Ad esempio io sono stato in contatto con tutti i vertici. Non è un problema tanto di governo, quanto delle istituzioni delle intelligence. Oggi la nostra intelligence, prescindendo da Renzi, è quella di un sistema che si è riformato nel 2007. Ha una credibilità maggiore.

All’interno dell’Eurogendfor esiste un settore segreto, tipo stay-behind, che si occupa di eseguire black operation nei confini dell’Europa?
GS   … Ah ah ah! Domanda di riserva?

Quanto costa al governo un agente che deve essere formato e mobilitato per andare in missione a salvare due ostaggi, come ad esempio greta e Vanessa?
GS   Formare un agente costa anni di esperienze e di sacrifici. Poi lo stipendio è quello che viene definito dai loro parametri. Il problema vero non è però tanto lo stipendio di chi deve andare a compiere queste delicate operazioni, quanto il mettere a repentaglio un tale bagaglio di competenze e capacità che potrebbe essere impiegato in un’altro teatro. Se usi questi agenti specializzati per liberare le persone sequestrate anzichè per compiere missioni di anti-terrorismo in Siria certamente li rendi meno utili per le questioni geopolitiche internazionali.

In cambio di Greta e Vanessa avete pagato 12 milioni di euro?
GS   Chi ha detto che abbiamo pagato dei soldi? Io ho detto che c’è stata una contro-partita, ma non ho mai detto che si è trattato di denaro liquido.

Che cos’è la contropartita?
GS   Non gliela posso dire, altrimenti finiremmo in galera. Posso solo dirle che io so che sono state rispettate le clausole previste dalle nostre leggi.

Com’è il rapporto tra tra Renzi e le intelligence israeliane?
GS   Personalmente non sono molto interessato alle questioni private di Renzi, ma l’unica cosa che posso dirle è che lui di intelligence ne capisce poco. Infatti delega le vicende al sottosegretario Venditti. Sicuramente gli israeliani sono molto ascoltati dalla nostra intelligence.
Ci sono molte collaborazioni tra la nostra intelligence e il Mossad?
GS   Sì, ci sono delle forti collaborazioni ed è giusto che sia così, perchè probabilmente in alcuni settori ci possono dare un grande aiuto e in diversi settori noi possiamo dar loro sostegni preziosi.


* Michael Ledeen, 73 anni, è un amico di Renzi e di Marco Carrà. Ha lavorato nelle amministrazioni di Ronald Reagan e di George W. Bush. Ha collaborato con diverse intelligence e ha organizzato diverse Black Operation con Manucher Ghorbanifar, acclamato dallo stesso governo come un bugiardo (nonostante ciò, per decenni ha continuato a far puntualmente capolino tra i servizi segreti…). Ledeen è famoso per aver preso parte all’operazione cladestina IranGate nel 1985. Erano stati liberati degli ostaggi, incarcerati nell’Iran di Khomeini, in cambio di missili. Nel 2001 il nome di Ledeen è emerso nuovamente durante un’altra inchiesta parlamentare: a Roma c’era stato un summit segreto tra i vertici del Pentagono e i vertici del SISMI per organizzare una spy operation in Iran. E ancora oggi, mentre si discute del riscatto di Greta e Vanessa, su Roma aleggia il suo nome, che ci rimanda all’analogo episodio di trent’anni fa.
@Autolegislazione – Liliane Tami
http://www.ticinolive.ch/2015/02/19/come-hanno-liberato-greta-e-vanessa-intervista-giacomo-stucchi-di-liliane-tami/

L'infibulazione e la religione Islamica- Intervista a Magdi Cristiano Allam

Infibulazione ed Islam: Intervista a Magdi Cristiano Allam 

Magdi Cristiano Allam, nato ad El Cairo nel 1952, è un giornalista di famiglia musulmana che si è convertito al cristianesimo nel 2008.  Attualmente si occupa dei rapporti tra Islam ed Occidente. Recentemente è stato accusato di Islamofobia, ma è stato scagionato perchè i suoi testi inerenti la religione islamica non sono opinioni ma semplici constatazioni della realtà. Conoscendo la dottrina islamica ed avendo – per davvero-letto il Corano Magdi Allam può confermare che è un libro che esorta alla violenza ed all’uccisione degli infedeli, sia cristiani che ebrei. Ed è questo suo semplice attenersi allo studio del testo sacro musulmano, senza celarsi dietro alle ipocrisie di chi vorrebbe
un mondo multietnico, che lo rende un personaggio tanto controverso.

Quante mutilazioni genitali femminili sono recensite su suolo Italiano?
In Italia non è possibile sapere con esattezza quante mutilazioni genitali femminili avvengono. Si sa che che la pratica  più atroce, l’infibulazione, è comunque rara. Sono praticate soprattutto le mutilazioni, perchè più semplici da eseguire. Da alcuni episodi di cronaca è emerso che tali usanze vengono eseguite negli ambienti domestici. È un fenomeno che va estirpato. Bisogna assicurare che la legge vieti e prevenga qualsiasi attentato alla salute fisica dei cittadini. L’integrità delle persona su suolo italiano dev’essere tutelata.

Il corano è un libro che inneggia chiaramente alla violenza. Ad esempio, al verso 33, sura 5, c’è scritto chiaramente di uccidere gli infedeli. Vale lo stesso per l’infibulazione?
No, nel corano non c’è scritto di infibulare le donne. La mutilazione genitale femminile è una pratica millenaria: è fatta risalire persino all’epoca faraonica, infatti esisteva già prima dell’avvento dei grandi monoteismi.Sulla base di un testo attribuito a Maometto l’Islam ha fatto propria la mutilazione del clitoride, che è la forma più lieve rispetto all’infibulazione, che prevede anche la cucitura. È una pratica devastante per la sessualità femminile, ma per fortuna non è presente in tutti i paesi musulmani. Tale usanza ha origini nella zona nilotica, nell’africa centro-orientale . Recentemente alcuni paesi musulmani hanno iniziato ad adottarla, ma in altri paesi è inesistente o persino bandita.In Tunisia, ad esempio, è vietata.

Che ruolo hanno le donne nella diffusione dell’Islamismo nel continente europeo, com’è stato descritto nel romanzo “ Submission” di Houellebeqc?
 Le donne hanno un ruolo importante nell’islamizazzione dell’Europa. Nel 1974, durante un incontro delle Nazione Unite, era stato annunciato da alcuni esponenti del movimento “ Fratelli Musulmani”che la colonizzazione dell’Europa sarebbe avvenuta per mezzo del grembo delle donne occidentali. La francia ha una realtà islamica considerevole, si stima che siano circa 10 mila musulmani. In italia attualmente i musulmani sono stimati circa un milione e mezzo, due milioni. Siamo ad un livello inferiore rispetto alla Francia.L’aspetto demografico sarà sempre più determinante per far si che i musulmani attraverso le istituzioni e la democrazia potranno conquistare spazi di potere. Ed un giorno, forse, potranno eleggere loro il presidente della repubblica.

In un paese musulmano, quante donne ha un uomo?
La poligamia è considerata legittima, dal corano e dall’Islam. L’Islam descrive che un uomo possa avere fino a 4 mogli contemporaneamente. Poi, nel corso della vita, se ne possono invece avere illimitatamente. In teoria bisogna garantire a tutte le mogli un trattamento equo. Nei fatti però la poligamia è poco usata. Non è una prassi diffusa perchè costa mantenere tutte queste donne. La poligamia è diffusa soprattutto tra i ceti più abbienti e nei paesi più ricchi, come ad esempio l’Arabia saudita.


Una famiglia islamica quanti figli ha in media?
Certamente molti più di noi. In Europa una coppia ha in media 1,3 figli, e ciò vuol dire che demograficamente siamo condannati a scomparire. Qui 16% della popolazione ha meno di 30 anni, in medio oriente la popolazione al di sotto  dei 30 anni è del 70%. Siamo un paese di vecchi poco prolifici. Nello Yemen le coppie hanno in media 4 o 5 figli. La Turchia ha invece una media più bassa di figli. Il numero di figli è inversamente proporzionale al livello di emancipazione della donna. Una donna che lavora non può occuparsi di troppi figli. L’emancipazione della donna in occidente sarà una delle cause del collasso della nostra società.

@Autolegislazione – Liliane Tami

venerdì 9 gennaio 2015

Intervista ad un illuminato . Leo Zagami


Leo Lyon Zagami è un autore, ricercatore e saggista italiano.  Grazie al prestigio della sua famiglia ( è imparentato con la regina d’inghilterra e sua nonna era un’importante agente segreto) ha potuto conoscere il mondo della politica...da dietro le quinte. Ha lavorato per diversi enti divulgativi, tra cui la BBC inglese, l’NRK norvegese e l’ABC australiana. Inoltre è stato il primo speaker radiofonico estero a  aprlare liberamente sulla Radio Russa dopo il crollo del muro di berlino. In gioventù aveva preso parte a losche logge massoniche ed ha visto da vicino il triste mondo delle contro-iniziazioni degli Illuminati.

Egregio signor Zagami, Quali son le sue principali opere?
Prima di diventare uno scrittore di successo mi dedicavo alla musica. Ho alle spalle molte pubblicazioni di CD... ma ciò che mi ha reso così famoso – ed odiato- sono gli scritti inerenti al Nuovo Ordine Mondiale. Ho scritto i miei primi libri col celebre giornalista canadese Benjamin  Fulford, ex responsabile del Forbes Magazine nel 2012. In america abbiamo venduto oltre 50 mila copie. Il terzo libro l’ho scritto con Koaru Nakamaru, principessa del Giappone. Il libro che mi ha reso più famoso in Italia è “ Le confessioni di un illuminato”.

Perchè è odiato?
Nel libro autobiografico “ Le confessioni di un illuminato” trovi tutto. Fin da piccolo mi sono interessato all’esoterismo ed alla magia nera. Inoltre amavo molto la musica rock, come i The Doors ed ai Led Zeppelin. Jimmy Page e Jim Morrison apprezzavano il satanista Aleister Cromwley, ed anche a me piaceva molto la sua dottrina deviata chiamata “ Legge di Thelema”. Così, un po’ per il mio anticlericalismo e le mie conoscenze di famiglia, sono entrato in svariate logge massoniche e anche negli illuminati. Poi quando mi sono accorto che all’interno di queste società segrete si giocavano con cose importanti, come aziende, banche e persino membri del governo, ho deciso di uscirne. E di denunciare questi complotti che minacciano profondamente la nostra democrazia e la nostra libertà.

Ma i cosiddetti “ Illuminati” sono tutti cattivi?
Ovviamente no! Si distinguono in buoni, cattivi e neutri. I cosiddeti “ cattivi” sono quelli che anzichè promuovere la pace nel mondo e far opere caritatevoli sfruttano il loro potere politico per favorire il proprio tornaconto personale. Le logge sono semplici gruppi di persone che hanno degli interessi in comune e che sono uniti da valori storici e tradizionali. Essendo club d’élite chi ne fa parte  possiede molti soldi. Infatti i più grandi imprenditori del mondo spesso fanno parte di queste società segrete. Una loggia “buona” può investire il denaro a favore di associazioni umanitarie, conferenze culturali, libri e cose belle. Una loggia cosiddetta “ nera”, come quella di cui fanno parte il cantante Jay-Z e Beyonce, amica di Obama, promuovono il governo della Banca Centrale Europea, sostengono le grandi industrie di OGM  e favoriscono le industri farmaceutiche che speculano sull’ebola.

La prima legge della dottrina satanica di Aleister Cromwley è “ Fa’ciò che vuoi”. Cosa ne pensano i cosiddetti illuminati “ cattivi”?
Fare ciò che si vuole è il sogno di ogni grande imprenditore e di ogni banchiere. Ancor prima di parlare dei riti di contro-iniziazione e di religione, il satanismo nasce come stile di vita. Il satanismo è l’avere come unico Dio il proprio egoismo, e far tutto per saziare la propria brama di potere e di soldi, senza tener conto di niente e di nessuno. Gli illuminati, avendo dei posti di lavoro a capo di società estremamente lucrose, vogliono  fare in modo di arricchirsi ancora di più, trasformando il potere economico in potere politico.

Trasformare il potere economico in potere politico ...Ma è magia?
No, è semplice burocrazia, corruzione e manipolazione della democrazia attraverso i mass-media. Per esempio, grazie al lavoro della Commissione Trilaterale, fondata dai Rockfeller ed a cui fanno parte più di 300 politici, intellettuali e uomini d’affari, la commissione europea e gli USA stanno facendo  facendo Il partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP). Questa cosa è bruttissima, perchè andrà a dare un potere sproporzionato alle grandi industrie a scapito della libertà democratica dei cittadini. Saremo costretti tutti a comprare certi prodotti, e se ci rifiuteremo di farlo...dovremo pagare delle tasse di risarcimento direttamente alle multinazionali!

Gli illuminati sono accusati di portare energie negative nel mondo. In che senso?
Tra poco uscirà un nuovo singolo di Madonna che si chiama “ Illuminati”. Guardalo e dimmi se ti sembrerà portatore di un messaggio positivo...Adesso tutte le musiche di Hollywood promuovono uno stile di vita autodistruttivo ed iperconsumistico. I video musicali prodotti dalla Black Entertainment Television, con l’approvazione della setta satanica dell’Ordo Templi Orientis,  fanno credere ai ragazzi che sia bello fare ciò che si vuole.  Ubriacarsi, autodistruggersi, spendere tutti i soldi in vestiti e mercificare il proprio corpo come un semplice prodotto da mettere in mostra sono i valori elogiati dai cantanti hip-hop contemporanei. Dal “ fa ciò che vuoi” di  Fabri Fibra al “ lavora troia “ di Britney Spears i mass-media degli illuminati fanno un vero e proprio lavaggio del cervello alle masse incitandole ad essere egoiste, narcisiste e vanitose. La cosa più brutta è che li invitano ad accettare la loro impotenza di fronte al mondo e l’impossibilità di sognare un lavoro, una società ed una politica migliori. I giovani, nella musica commerciale, trovano modelli di persone che si rassegnano a vivere in una società corrotta, alienante e malsana, ed anzichè combattere per cambiare le cose diventano a loro volta così. 

Cosa bisognerebbe fare per arginare questa vera e propria paga sociale?
Il Nuovo ordine Mondiale attraverso la musica vuole distruggere ogni valore positivo e naturale della società per abbatterla. Se tutti iniziassero a comportarsi come Rihanna, Miley Cyrus o Justin Bieber la popolazione umana si estinguerebbe nel giro di qualche anno. Sul pianeta terra siamo in troppi, e non ci sono risorse per tutti. Ma, anzichè proporre dei valori positivi ed ecologici, il New World Order ha capito che è più utile far credere alle persone che l’autodistruggersi sia bello. Forse, anzichè seguire la via del male, dell’egoismo, delle contro-iniziazioni, delle banche dell’Unione Europea, dei Rockfeller e delle società segrete oscure bisognerebbe seguire la via della luce. Il primo passo per il cambiamento  è prenderne consapevolezza. Nel mio libro “ Illuminati e la musica di Holliwood”  troverete tutto.

Liliane Tami

lunedì 22 dicembre 2014

Colloquio con Julius Evola: Intervista a Renato del Ponte

Intervista a Renato del Ponte ( 21 dicembre 1944, Lodi) saggista e filosofo esperto del pensiero di Julius Evola. Del Ponte strinse un rapporto personale molto stretto con il grande filosofo. Quando Evola morì, nel 1974, ebbe l’incarico di disperdere le sue ceneri sul Monte Rosa, il regno di shamballa europeo. Dal 1969 il suo impegno per mantenere in vita l’idealismo magico, di cui Giulius Evola fu il massimo esponente, s’è concretizzato attraverso conferenze, seminari e pubblicazioni in tutta Europa. La sua collaborazione con la Fondazione Giulio Evola, con la rivista Arthos, nata nel 1972, e l’impegno che, con il Club del Cigno e le Edizioni Arya ha sempre dimostrato, ci permettono di godere di questa preziosa eredità spirituale. 
Gentile professore, com’è che si è avvicinato al pensiero di Giulio Evola?
Mi sono avvicinato per caso al pensiero evoliano quando ero ancora un liceale. Mi era stato consigliato di leggere il libro inerente la storia del Santo Graal, che dimostra come l’oggetto di culto tanto cari ai cavalieri templari avesse origini ben più europee di ciò che è fatto credere. In seguito mi procurai gli altri testi, che divorai. Fu così che, con alcuni amici, oramai conclusi gli studi, decidemmo di andare a Roma a trovarlo di persona. Così ebbi l’onore di conoscerlo di persona. Il primo ad approcciarsene seriamente, prima di noi, fu Adriano Romualdi, che fece uscire la sua prima opera proprio su Evola. Recentemente abbiamo anche pubblicato un suo libro in cui sono raccolte le lettere che Romualdi scambiò con Evola.
Come fu l’incontro con Giulio Evola?
Fu molto sorprendente. Per anni si continuava a posticipare il grande momento perchè noi giovani studiosi dell’esoterismo di destra, così detti figli del sole, ci sentivamo indegni a confrontarci con la sua immensa autorità. La descrizione che ne fece Romualdi nel suo testo non corrispondeva alla realtà. Descrisse un Evola austero, aristocratico, distante, difficile da approcciare. Forse io sarei andato a trovarlo anche prima,se avessi saputo che non era così. Ne eravamo intimoriti per nulla. Invece, sorprendentemente, scoprimmo che fosse comunque approcciabile disposto a confrontarsi con le nuove generazioni. Ma non era così con tutti: Mario Merlino, che oggi sembra a Gandalf, diceva di essere anarchico ed ara stato implicato in Piazza Fontana, e che ancora oggi biazzica nell’estrema destra , andò a trovare Evola con una cricca di amichetti. Forse presero la cosa troppo goliardicamente. Ne rimase deluso, perchè Evola rispondeva svogliatamente alle loro domande e prima di andare … lasciò loro in eredità un fumetto di Tex Willer.
Era un lunatico?
Assolutamente no. Semplicemente si adattava al momento ed alle persone che aveva di fronte. Canizza, ad esempio, ha avuto con Evola un rapporto ancora diverso. Lui era pezzo grosso. Era un funzionario del ministero della finanza. Lui era anche il responsabile di una rivista di lealtà e Azione ed ammirandolo molto è stato a trovarlo qualche volta a Roma. In un testo , intitolato “ Il maestro silenzioso” parla del suo incontro con Evola. Lui era entrato in casa e dopo poche parole di convenevoli si è accomodato al tavolo. Essendo siciliano aveva un approccio molto chiuso. Ed ha passato il tempo in silenzio davanti al maestro silenzioso che lo scrutava. Evola era un po’come il Re Pescatore descritto nella Saga del Parsival, aspettava che gli venisse posta la domanda giusta prima di rispondere.
Ed Evola, con le donne, com’era?
Quando andavo a casa sua c’era solo una donna, che era la domestica. Lui, che era oramai anziano e costretto a letto (N.B. per via della paralisi riportata in seguito all’esser stato scaraventato contro ad una staccionata, durante un bombardamento. Venne bruciato il manoscritto sulla ritualità segreta della massoneria) aveva due piccole gioie segrete che gli davano piacere: Una erano il libro di meditazione indiana, la , eBhagavadgītā, e l’altra era una bottiglia di White Horse whisky. Che però la domestica gli portava via contrapponendosi al suo amore per la bevanda. Evola comunque era maschilista. In un articolo, apparso nel 1957, disse che era a favore dell’emancipazione della donna, intesa come realizzazione di sè stesso. Il primo Evola era molto misogino. Da giovane aveva avuto tante donne, ma non gli piacevano molto. Ha avuto , si dice, anche un flirt con Sibilla Alemanno. Lei, a Roma, s’è passata tutti gli intellettuali della zona. “ Amo dunque sono”, diceva. Infatti poi grazie a Dino Campana s’è presa la sifilide. Ma non l’ha attaccata ad Evola. Poi Evola maturando è cambiato. In “metafisica del sesso”, che io recensii nel ’69 ha un approccio totalmente diverso e più spirituale. Comunque non ha mai avuto una vera compagna, bastava a sé stesso.
E la montagna, grande amore di Evola?
La Bhagavadgītā è un testo di mistica indù. È un colloquio tra il dio Krishna ed un guerriero che non avuol andare in guerra a combattere. Alla fine del dialogo, il soldato scopre la gioia dell’onore e capisce che l’atto eroico sta proprio nello sforzo della lotta. E così passando attraverso le pene della guerra, riesce a liberarsi dal ciclo di reincarnazioni. Evola portava con sè questo libro durante le faticose scalate sulle cime più impervie. La fatica del scalare le vette era, infatti, metafora della guerra e l’arrivare in cima è la vincita. Mi sentivo molto in sintonia con Evola perchè anche io amo molto la montagna. Inoltre, aldilà della bellezza della natura in sè, ad Evola piaceva anche molto il carattere simbolico della montagna, messo in luce da René Guénon. Inoltre, per via del suo carattere angusto e tortuoso, l’alta montagna è estremamente élittaria.
Le sue ceneri lei hai disperse in montagna, giusto?
Si, anche se era illegale farlo. La cremazione di Evola è avvenuta in modo molto teatrale. Il becchino, che era un grottesco nano senza un occhio, ha messo il cadavere su un carretto di metallo sopra ad un pira di legna. Quel cimitero non aveva forni crematori, quindi bruciavano i morti tramite un rogo, come avviene anche in Tibet. Io l’ho visto ardere, ed ho visto il corpo che, venendo divorato dalle fiamme, improvvisamente s’è rizzato come se fosse vivo. è stato incredibile (…) Evola non ha voluto far disperdere le proprie ceneri su una montagna qualsiasi. Ci ha chiesto di sbriciolarle al vento in un luogo preciso: Sul ghiacciaio dell’Lyskamm. Eugenio David, che era amico di Evola, era un alpinista famoso e ci ha accompagnati nella sacra missione proprio in quel posto preciso.
Cosa ha il ghiacciaio del Lyskamm di particolare?
Nel 1778 degli alpinisti andarono sulle alpi del centro europa, alla ricerca della città di Felik in una valle bellissima. È un luogo paradisiaco, declamato dai racconti popolari in arpitano degli svizzeri e dei valdostani che ancor se ne sovvengono. Gli alpinisti vagarono per giorni alla ricerca di questa valle incantata ai piedi del Monte Rosa, ma non la trovarono mai. Eppure, l’esistenza di questa valle e del villaggio meraviglioso era testimoniata dai viandanti che ebbero la fortuna di attraversare le Alpi e che, per caso, vi ci arrivarono. Dal 1778 ad oggi il villaggio di Felik non è ancora stato ritrovato, quindi si suppone che sia stato sommerso da un ghiacciaio, assieme a tutta la valle perduta. È un luogo leggendario, simbolo di un paradiso in terra. È la Shamballa con la torre di cristallo delle nostre latitudini. Evola l’ha raggiunta diventando parte del vento.
Liliane Tami

lunedì 15 dicembre 2014

Intervista a Nicolai Lilin- di Liliane Tami

Nicolai Lilin ha esordito nel 2009 col romanzo autobiografico “Educazione Siberiana”.
 È nato in Transnistria, in Russia, ed è stato un bambino soldato. Ha combattuto per l’indipendenza della Cecenia, e poi ha girato il mondo col fucile in braccio. Oggi combatte – con la penna e non più con le armi- per l’indipendenza dei “fratelli russi” in Ucraina, che vorrebbero staccarsi dalla dittatura europea. Nel tempo libero è tatuatore e tiene corsi di scrittura creativa.

Sei sempre molto impegnato a scrivere articoli inerenti l’attuale conflitto in Ucraina e non fai segreto della tua antipatia per l’Unione Europea. Perchè ne sei così interessato?
Prima che l’Ucraina degenerasse in un una guerra civile avevo amici che stavano sia da una parte che dall’altra. Conoscevo sia i sostenitori delle iniziali manifestazioni anti-governative che gli altri. Però le manifestazioni antigovernative sono degenerate nel nazismo, quello vero e più pericoloso . Prima che partisse la guerra io avevo già stabilito degli ottimi contatti con le persone de luogo. Ho conosciuti alcuni combattenti, persone della transnistria che sono venuti a partecipare alla difesa, cioè alle operazioni anti-nazista ed anti-europeiste.Col tempo ho iniziato a prendere contatto anche con giornalisti Italiani che erano sul posto. Ero amico di Andy, quello giovane che è stato ammazzato, e conosco Michela Iaccarino , reporter di guerra e scrittrice, che è tornata da poco.
Parlami degli Stati Uniti e della Russia.
Il direttore della Cia è stato di persona a Kiev, ed è una cosa incredibile perchè neanche per la questione della Baia dei Porci si era scomodato. Si vede che le multinazionali americani che tengono in mano la politica americana sono molto interessati a venire in Ucraina. L’Ucraina è quel tappo attraverso cui loro sperano di chiudere una volta per tutte quel flusso di azioni tra l’Europa e la Russia.
Cosa pensi di Putin?
Penso che in questo momento stia facendo un ottimo lavoro. Non sono fan di Putin e a me piace una politica debole, che lascia libertà alle persone. Io voglio una politica saggia, intelligente ed umanista con un’etica basata sulla cultura e la storia. Putin è una figura politica forte cresciuta in un ambiente militare. Non è colpa sua , è il momento storico che è così. Anche Stalin aveva ammazzato un sacco di gente, ma come disse Churchill non bisogna dimenticare che lui ha preso un popolo con la zappa e l’ha lasciato con la bomba atomica…Attualmente approvo la posizione di Putin, e disapprovo quella dello pseudo democratico Obama.
Nel “ Serpente di Dio” parli di un bambino cristiano e di un bambino musulmano che facevano la pace. Pensi che questo sogno possa essere esteso a tutta l’umanità?
Assolutamente si.
Quindi sei un utopista!
Assolutamente no. Ho visto queste cose in Caucaso. Noi Russi siamo un popolo composto da 183 etnie, abbiamo 9 religioni e siamo un paese che va avanti e funziona. Siamo tutti diversi, ma ci trattiamo in modo uguale. È questa la vera uguaglianza, rispettando le identità senza miscugliarsi. La mia famiglia ad esempio era cristiana. Io sono battezzata cristiano. E qualche anno fa mio fratello Dimitri si è convertito all’islam.
Dell’Isis?
No, lui segue la spiritualità e non la politica islamica. È diverso. Io ero stato in guerra contro agli arabi! Gli estremismi sono da eliminare. Lui adesso è sposato con una ragazza musulmana ed hanno un figlio. Ma lui continua ad essere come noi e non rinnega la sua origine ortodossa. Io sono felice per lui, e so non c’entra coi terroristi. La nostra famiglia vede con serenità quest’unione e per noi è anche un punto di forza, perchè la famiglia adesso si è allargata ed ho nuovi parenti in Caucaso. 
Quindi sei per la tolleranza religiosa. Cosa pensi del socialismo del PD?
I politici fantocci del PD che credono di fare del bene portando le copertine e la sigarettina ai profughi di Lampedusa non hanno capito niente. Per fare del bene bisogna innanzitutto fermare questo schifoso traffico di umani. Bisogna aiutare le persone nel loro paese e fermare la speculazione enorme che c’è sugli umani. Questa cosa sta diventando la schiavitù del 2014.
Sul tuo conto esistono tante dicerie ed in molti dicono che non sei l’autore dei tuoi libri e delle tue avventure.
Io ho vissuto molte cose, come il crollo dell’unione sovietica. Per gli occidentali è difficile credere che un ragazzo a solo 30 anni abbia già vissuto così tante cose. Qui si è abituati a vivere con la mamma fino a quarant’anni, a giocare con la playstation fino alla morte, si da tanta importanza al divertimento. Noi siamo nati in una società diversa. Io a 12 anni già combattevo una guerra civile e sparavo contro alle altre persone. Mi sono svegliato una mattina ed ho scoperto che nella mia città c’era la guerra, e se volevo sopravvivere dovevo aiutare mio papà. La mia letteratura è frutto della mia diretta esperienza.

Che armi avevi?
Di tutto e di più. Avevo l'Ak 47, l’Ak 74 e diversi tipi di questo fucile, come la variante corta. Poi avevo i fucili di precisione, perchè facevo il cecchino.
Ti va di approfondire?
Nei miei libri spiego tutte le mie esperienze, più molte altre vissute dai miei conoscenti. Li parlo di tutte le cose più brutte: di come miravo le persone da lontano e del terrorismo, delle battaglie e delle armi. Spiego come è essere il primo ad uccidere una persona all’alba o com’è far esplodere qualcuno. Io descrivo la guerra, ma per far capire che ci vuole la pace. Ora sto lavorando su un nuovo progetto cinematografico ed uno televisivo…spero di contribuire al bene nel mondo.
Liliane Tami
http://www.mattinonline.ch/intervista-nicolai-lilin-autore-di-educazione-siberiana-lue-una-dittatura-mio-fratello-convertito-allislam-ma-lisis-e-da-eliminare/

lunedì 1 dicembre 2014

Toni Iwobi- L'africano...leghista

Il gentile sorriso di Toni Iwobi, che splende nel viso scuro da nigeriano, ha il potere di far aggrottare le sopracciglia a tutti coloro che accusano la Lega d’esser “razzista”. Toni è Nato in Africa , é giunto in Europa regolarmente e fin da subito si è impegnato per migliorare il paese che l’ha accolto. Per amore e riconoscenza verso la Padania si è rimboccato le maniche, laurendosi in Informatica, lavorando ed impegnandosi in politica. È stato per vent’anni in consiglio comunale e pure assessore, facendo della filantropia il motore con cui portare avanti i progetti della Lega Nord. Attualmente è Responsabile Federale del Dipartimento di Sicurezza e Immigrazione e… lotta con tutte le sue forze per arginare il tragico fenomeno degli immigrati clandestini.

Da quanto tempo vivi in Italia?
Sono arrivato in Italia 38 anni fa, era il ‘77 . Poi mi sono innamorato di una ragazza bergamasca . Adesso sono papà di due figli e nonno di due bellissimi nipotini.

E cosa pensi del fenomeno degli immigrati clandestini, che arrivano qui grazie all’operazioe Mare Nostrum?
I nostri politici italiani al governo stanno portando avanti una politica migratoria non consona al regolamento migratorio internazionale mondiale. È una politica migratoria sbagliata! Gli immigrati io li ho divisi in due gruppi: Quelli regolari, che sono ben accetti.Se arrivano in un paese che ha bisogno di lavoratori possono offrire il loro servizio e sono utili al benessere generale. Anzi! Loro sono una ricchezza potenziale! L’Immigrazione clandestina è invece un reato globale. Ed è ancora peggio se è il governo stesso ad incentivarla, senza poter al contempo garantire ai suoi cittadini un tenore di vita minimo. Non puoi garantire una prospettiva di vita decente ad uno che viene da fuori, se già ai tuoi stanno male…è impossibile.

Cosa è l’operazione Triton?
Penso che sia pura ipocrisia. È esattamente la stessa cosa di Mare Nostrum e Frontex, con un nome diverso. Non cambia niente, è sempre voler andare a prendere questi poveracci e portarli qui. Persino il governo inglese si è rifiutato di partecipare all’operazione Triton!

Qual’è la conseguenza di questo volersi ostinare a voler accogliere tutti?
Ancora prima della conseguenza c’è il passato: Quelli che vogliono entrare clandestinamente in italia, sapendo che sono aiutati ad entrarvi, vivono per mesi credendo di potersi poi farei una vita nuova e viver bene. Invece no! I loro sogni e le loro speranze vengono infranti, qui non c’è la possibilità che un profugo trovi il finto benessere che ha sognato. Il governo Renzi porta i clandestini in Italia, ma li mette poi nei centri profughi…e li abbandona, dato che non riesce neanche più ad occuparsi dei suoi stessi poveri.

Cosa pensi dei Rom e di quei giovani dei centri sociali che hanno picchiato Matteo Salvini?
Penso sia normale che sia successo…. La povertà genera violenza! La migrazione clandestina è nociva, e questa ne è la prova! L’ emarginazione sociale rende le persone disadatte sociali. Quindi il governo deve smetterla di far entrare i poveracci in modo irregolare! Sono i politici al governo che stanno creando un vero e proprio mostro sociale…Per colpa dell’apertura delle dogane e dell’incentivare Mare Nostrum…il governo sta inaugurando una guerra tra poveri. Ci distruggeremo tra di noi! La violenza va assolutamente depennata. Ed i ragazzi dei centri sociali non dovrebbero usare la violenza, perchè …la pace è meglio. I cosiddetti parassiti non hanno mai lavorato e vivono della politica, approfittandone. Si sono sentiti minacciati perchè non vogliono che la politica che li agevoli venga cambiata. Senza una politica che sostiene i parassiti, trascurando però i veri bisognosi ( come i disabili) le “zecche” sono costrette ad andare a lavorare.

Cosa ne pensi delle religioni e della questione dell’Islam?
Io sono cattolico, sono nato di religione cattolica e spero di morirci. La mia famiglia è sempre stata cattolica. Dell’Islam penso la stessa cosa dell’immigrazione clandestina: ossia che vada controllato e tenuto sotto osservazione. È una questione molto difficile, che va trattata con cautela e regolata, ci vogliono norme con cui arginare l’islamizzazione. Così proprio non ci siamo….Liliane Tami

http://www.mattinonline.ch/toni-iwobi-limmigrazione-clandestina-un-male-per-gli-italiani-bisogna-arginare-lislamizzazione/

venerdì 14 novembre 2014

Andrea Pinketts: maestro del grottesco esilarante

Andrea Pinketts è celebre per essere scrittore, drammaturgo , giornalista e presentatore televisivo, ma la sua più grande passione è...l’avventura.  Nato nel 1961, è uno dei maggior esponenti della letteratura Noir in italia. La sua passione per il macabro – già leggeva Edgard Allan Poe alle elementari sottobanco- l’ha portato anche a compiere pericolosissime indagini, grazie a cui sono stati arrestati camorristi o identificati criminali del calibro dei “bambini di satana” o del mostro di firenze. Questo personaggio stravagante dallo humor arguto,  ottimo oratore, un po’narciso e fedelmente innamorato della Guinnes ha di recente pubblicato, con mondadori, un libro intitolato “ Ho una tresca con la tipa nella vasca” che dev’essere assolutamente letto...da chiunque voglia fare un salto nell’assurdo.

Prima ancora dei tuoi racconti si nota subito il tuo personaggio. Come ti descriveresti?
Io sono un avventuriero della parola, un artista circense. Il circo è tutto ciò che ci circonda( e forse è per quello che si chiama circo) ed io amo giocarci. Sono un’acrobata, un trapezista, un domatore, ma anche un animale feroce che quando vuole sa essere anche tenerissimo.

Quando hai iniziato a fare il domatore di parole?
Queste cose, in realtà nascono con te.  Come i tuoi sogni, i tuoi desideri e le tue capacità primarie lo scrivere, come il dipingere ed il suonare, sono cose che ti porti sempre dietro. C’è chi da ragazzino si diletta a suonare in una boyband, ed io , allo stesso modo , ho iniziato a scrivere i pensierini alle elementari. Ma però  miei pensierini delle elementari erano già meglio dei pensieri di Blaise Pascal.

Prima opera pubblicata?
Io ho iniziato a 17-18 anni facendo il giornalista radiofonico e sulla carta stampata per un giornale che si chiamava onda tivù dove intervistavo vallette. Tra l’intervistare Pippo Baudo o le sue vallette...preferivo di gran lunga...intervistare le signorine.Nel 1884 ho vinto il premio misfets di cattolica, che è stato l’inizio della mia carriera. Avevo 23 anni, ma il racconto lo scrissi due anni prima. Il mio primo libro l’ho scritto a 24 anni ma è uscito che ne avevo 31. Nel frattempo ho vinto un sacco di premi per i racconti e le inchieste giornalistiche. Però questo prima libro, che si chiamavo “ Lazzaro vieni fuori”, e da li è stata una strada di successi e fortune. C’ê gente  che sia convinto che io sia uno scrittore molto prolifico, in realtà molte cose le avevo scritte in quegli anni di limbo, di buio. Non è che stessi li a scrivere e basta come il leopardi: Facevo il pugile, il modello, il copy per un agenzia di pubblicità, il giornalista investigativo, il maestro di kendo.

Il giornalismo è cambiato molto negli ultimi vent’anni secondo te?
Si, molto. Allora ci si sbatteva molto di più, anche fisicamente. Parlo addirittura di trent’anni fa. Uno andava davvero a molestare i caporedattori della cronaca nera per proporre i propri servizi, adesso c’è internet...è stato sicuramente un grande aiuto ma ti toglie quella cosa per cui i poliziotti non sono più piedi piatti. Una volta dovevi camminare davvero per le strade. Dovevi vivere per la strada senza avere la possibilità di collegarti.

E gli intellettuali da poltrona?
Gli intellettuali da poltrona sono sempre esistiti. Il giornalismo invece è indagine, esperienza sul campo, non è neanche la necessità di raccontare la verità, ma la necessità di raccontare una storia per come la vedi e non per come la pensi o come pensi che sia andata.

E per finire...parlami della Tresca con una tipa nella vasca:
è una cornice che contiene un quadro astratto di racconti, al contrario magrittiano, è un assurdo che si propone per raccontare il suo amore per le muse, che come ben sapete sono 9, e moltiplicarle. Voglio far si che il confine tra la farsa e la tragedia, tra l’orrore e l’estasi elegiaca sia labilissimo, se non quasi inesistente.

 Liliane Tami


mercoledì 8 ottobre 2014

Romano Prodi: No alle Nazioni Sovrane

Durante una conferenza tenuta sul tema “ Disuguaglianze. Perchè?” Prodi ha sfoggiato , tramite il suo virtuosismo accademico e la magistrale capacità oratoria, arricchite da un sottile e simpatico senso dell’umorismo, il suo talento da ipnotizzatore di masse. Avvalendosi della compagnia di un vescovo, per dare alle sua parole una parvenza di sacralità, per oltre un’ora ha sciorinato tutte le incongruenze del sistema europeo, le sue falle ed i suoi limiti, concludendo poi con un misero “ ma il principio dell’uguaglianza va aldilà di qualsiasi necessità”. Alla fine ha concesso al Mattinonline una breve intervista, ma quando ho posto la domanda più piccante…
Romano Prodi, secondo lei ha davvero senso promuovere un’Europa economicamente e politicamente unita, anche a costo di sollevare delle guerre civili, vedasi ora la Grecia?
Assolutamente no. Ma bisogna anche capire che se ci sono dei paesi che se sono in situazioni del genere è tutta colpa degli evasori fiscali. Bisognerebbe tassare maggiormente i ricchi, sui loro guadagni dovrebber gravare almeno l’80% delle imposte! E comunque il Pil del mondo è in crescita, noi stiamo bene. È aumentato del 0,1 % rispetto all’anno scorso! Il pianeta è in una fase di crescita. Per questo l’Europa dovrebbe aiutare l’Africa ed il Marocco ed altri paesi.
Ma a causa del centralismo i soldi scompaiono !
Il potere di ridistribuzione dell’europa è bassissimo, pari all’1%. Uno stato federale ristribuisce invece il 30%-50% delle tasse ricavate.
Appunto!
Ma l’Europa è nata con degli obbiettivi d’uguaglianza e se le zone periferiche sono cresciute è merito suo. Il libero mercato ha una naturale tendenza al disequilibrio e non va bene. Bisognerebbe anche aumentare le imposte sull’eredità. Nel dopo guerra si è riusciti a far fronte alle disuguaglianza, ma dagli anni 80 per colpa di Reagan e della Tatcher le uguaglianze sono state mitigate. Ci vogliono più imposte, più sindacati, più politiche restrittive ed un’equalitarizzazione delle scuole! Per colpa loro e del liberismo è nata l’dea del “ Esiste l’individuo e non la società”.
E la banca centrale?
Per fortuna esiste la Banca Centrale, che è un organo non democratico ( !!!!) La mancanza di coordinamento ed unione politica rallenta l’Europa.
La libertà è fondamentale! L’economia è un conto. Ma la politica.. Io intendevo farle domande a livello di autodeterminazione dei popoli, di spirito di secessione, di identità!
Ma no, non contano. Anzi! È nell’Unione che si può permettere l’uguaglianza! La Germania produce il 25% delle industrie europee, la Francia solo il 10% e l’Italia ben il 17%! AL Nord più del 20% ed al sud meno del 10% . Per questo l’unione totale permetterebbe maggiore uguaglianza tra le parti!
L’Italia è al limite… Fare una secessione?
L’Italia sta benissimo! È il secondo paese industriale europeo! Siamo i primi nell’esportazione e nella produzione!
Ripeto, la libertà di essere indipendenti deve sottostare all’economia?
No! Ma occorre che la politica riprenda in mano l’economia. Ma evviva la Scozia che ha ieri ha votato per restare unita all’Inghilterra! È giusto che la Scozia non se ne sia andata, perchè lei è parte della Gran Bretagna e se ha potuto permettersi un affronto tale è perchè era sotto all’ombrello protettivo della Grande Europa. Evviva l’Europa!
Ma se è dal 1300 che la Scozia cerca di lottare per l’indipendenza.
Non è vero. Lo fa solo da quando c’è l’Europa che la protegge. Possono far la voce grossa perchè c’è Mario Draghi, che è il più grande costruttore di paracaduti del mondo.
Nel 1300 non esisteva mica l’unione europea.
No.
E del patto Transatlantico?
Molto gentile arrivederci.
No aspetti!
E gentilmente, in nome della Libertà e della Democrazia, sono stata scortata via da un poliziotto.
LT http://www.mattinonline.ch/prodi-lindipendenza-dei-popoli-non-conta-se-ce-lunione-europea/

mercoledì 20 agosto 2014

Incontro con Didier Burkhalter e Blattmann: la precarietà della pace

La guerra fredda tra il blocco Transatlantico, ossia l’alleanza Washington-Bruxelles, e la Russia inizia a destare serie preoccupazioni anche alla Svizzera, infatti è un tema toccato con prudenza dai nostri rappresentanti. La Polonia ormai dal mese di maggio ha fatto la chiamata alle armi e da pochi giorni la Russia, dopo aver vietato gli scambi commerciali con l’UE, ha portato i suoi corpi speciali, tra cui gli SpecNaz, ad allenarsi in oriente presso l’esercito Cinese. La scorsa settimana anche la Svizzera, vietando la rappresentazione degli aerei militari russi all’Air Show di Payerne, ha preso posizioni contrarie a Putin.

Martedì 18 agosto, dopo all’incontro dei consiglieri Federali con la popolazione Ticinese tenutosi a Lugano, ho avuto modo di parlare con le massime autorità svizzere a riguardo della situazione Svizzera in questo delicato risiko geopolitico. Durante il rapido scambio di battute con Didier Burkhalter e Blattmann, avvenuto nella corte del municipio di Lugano, m’è stato confermato ciò che oramai fregia le testate giornalistiche di tutto il mondo: la pace internazionale è precaria.
Andrè Blattmann, uomo affascinante a prescindere dalla divisa da parata militare, costellata di medaglie e di riconoscimenti, è il capo dell’armata Svizzera. Pur essendo in testa ai segreti svizzeri, era difficile non notarlo nella folta folla presente all’evento informale tenutosi al palazzo municipale. A causa dell’autorevolezza emanata dalla sua persona avvicinarmi a lui, in guisa di semplice giornalista freelance, m’ha fatta sentire parecchio intimorita. Porgli delle domande m’è stato certamente più difficile che avvicinarmi a Didier Burkhalter, decisamente meno austero, benchè circondato da un nugolo di agenti. (Nonostante io sia intraprendente e dotata d’una bella dose di sfacciataggine, non ho osato disturbare la massima autorità militare presente nel nostro paese chiedendo una – desideratissima- selfie, nonostante gli altri presenti stessero assediando i consiglieri federali a tale scopo.)
Blattmann è innanzitutto un patriota. Esige la difesa e l’autonomia della nostra Nazione da ogni forma di dittatura, al contrario di Simonetta Sommaruga, che per la Pace del paese si lascerebbe inglobare dall’EU. Blattmann si è occupato della P-26, l’armata svizzera equivalente alla Gladio Italiana, nata contro un’ipotetica invasione da parte degli esponenti dell’estrema sinistra filorussi. Attualmente, come capo dell’armata, mantiene una posizione piuttosto di destra, ossia a favore di un popolo libero, armato ed in grado di difendersi da solo. Al contrario, Simonetta Sommaruga, con una formazione da musicista e una laurea in lettere e filosofia mai conseguita, capo del dipartimento che include anche la polizia segreta, ha posizioni social-europeiste che vanno a scontrarsi chiaramente con quello che era il disegno protezionista e più nazionalista dell’originale P-26, poi mutata in P-27 ed ora (forse?) scomparsa. Alla domanda del perché gli aerei militari Russi, i Russian Knights, siano stati banditi dall’airshow di Payerne Blattmann si è mostrato vago ed ha affermato che si tratta di una misura politica oramai inevitabile, visti i conflitti che ci sono con l’Ucraina. “Essendo una questione politica non spetta a noi parlarne” ha detto. Perciò, intrufolandomi tra gli agenti di sicurezza, ho posto la stessa domanda al presidente della Confederazione.
Didier Burkhalter, colto alla sprovvista, ha invece contraddetto Blattmann sostenendo che non si tratta di una posizione politica ma di una scelta militare, essendo appunto gli aerei Russi non meramente sportivi ed appartenenti a privati, come invece sono la maggioranza degli aerei che presenzieranno all’attesissimo evento aereonautico. Al perché di questa sua presa di posizione Burkhalter ha detto che è così perché la Svizzera non può permettersi di perdere la neutralità proprio adesso, in un momento in cui “L’Europe risque d’entrer en guerre”. A cosa ne pensasse di Putin, ha risposto “à cette question, je ne réponds pas”. (Il suo ruolo da mediatore tra l’Occidente e l’ex URSS non è certamente facile)
A portare conforto è stata l’ultima domanda che ho posto a Blattmann, a riguardo dell’operazione Saonia eseguita nell’agosto 2013 per simulare un assedio da parte di una Francia divisa in tanti staterelli anarchici bisognosi del denaro tenuto nelle nostre casseforti.
“L’ipotesi di vivere una tale invasione è reale?”
“Assolutamente no. L’operazione Saonia è stata una semplice esercitazione di fantasia. Ha avuto luogo a Ginevra, ma trattandosi di un esercizio tattico poteva anche svolgersi qui a Lugano. Non c’è alcun rischio che la Svizzera venga invasa. C’est impossible!”


lunedì 18 agosto 2014

Liliane Tami-Intervista a Diego Fusaro

Intervista a Diego Fusaro, filosofo italiano autore di diversi saggi “politicamente scorretti”, tra cui i best-sellers “ Bentornato Marx” e “Minima Mercatalia”.

Nato nel 1983, cresciuto a pane, marxismo ed utopie, è già professore emerito presso l’Università San Raffaele di Milano e si occupa prevalentemente di tematiche politiche, benchè si rifiuti categoricamente di prendere posizione in un qualsiasi partito, essendo, secondo lui, i concetti di “destra” e “sinistra” oramai vetusti. Ricalcando le orme del grande storico francese Alain de Benoist, fondatore della Nuova Destra, Fusaro teorizza un mondo in cui è il popolo ad essere sovrano tramite la democrazia federale unita nelle sue differenze. Critica aspramente il fatto che attualmente le dinamiche finanziare prevalgono sulla volontà popolare, e che, dal 68 in poi il concetto di “ Différance” è visto come un tabù. A parer suo, col capitalismo americano, sono stati offuscati i limiti più naturali, rendendo impossibile distinguere la differenze tra uomo e donna, tra straniero ed autoctono , tra paese e paese e, soprattutto, tra democrazia e dittatura.
L’Europa, unita agli USA, è problematica, ma noi possiamo cambiarla pensando in termini di “Eurasia”. Eppure molti sembrano non esserne consapevoli …
Tale consapevolezza, purtroppo a portata di poche persone, è decisiva perchè permette di pensare un’Europa diversa da come viene presentata oggi. Al tempo stesso l’Europa com’è oggi fa di tutto affinchè non si raggiunga mai la consapevolezza di un’europa alternativa: L’Europa oggi esiste come negazione dell’idea stessa di Europa, perchè l’Europa – direbbe Cacciari- storicamente esiste come arcipelago di identità e di differenze, di popoli che esistono nella pluralità. Non c’è l’Europa degli Europei, ma c’è l’Europa degli gli Italiani, dei Francesi , dei tedeschi e degli inglesi. Ognuno è europeo nella misura in cui mantiene la propria identità: Svizzera, Italiana, Francese, spagnola e via dicendo. Per questo un’Europa che propone un modello unico, ossia quello anglofono del mercato della finanza e dell’alienazione, è la negazione stessa dell’idea di Europa. È per questo che dev’essere combattuta.
Perchè scegliere la Russia per opporsi agli USA?
L’idea di un’Eurasia è interessante, perchè ci permettere di rovesciare il rapporto di forza oggi dominante. Permettere di scoprire una via alternativa a quella della Special Mission Americana. Oggi l’Europa intesa come EU che unisce il continente solo tramite la finanza e la moneta unica é un’appendice degli Stati Uniti d’America. L’Europa odierna è un’America portata aldiquà del continente. Heidegger diceva dell’America è una creazione europea che poi ritorna a conquistare l’Europa stessa, ed è quello che sta accadendo oggi stesso. L’Europa del resto è costellata da basi Americane, e non può essere sovrana e democratica, quando la sua politica estera è decisa da un’altro paese. Perciò pensare all’Eurasia permetterebbe di sganciarci da questa terribile ideologia della special mission, con ipocrisia annessa del bombardamento etico, dell’embarco terapeutico e dell’interventismo umanitario , di un popolo che si pensa eletto. Bill Clinton nel 97 diceva “ L’America è la sola nazione indispensabile” e Romney durante le elezione del 2012, ha detto che Dio ha creato l’America per dominare il mondo. Sono frasi testuali. Quindi bisogna sganciarci da questo incubo. L’Europa da sola non basta, deve cercare una forza alleandosi e creando un asse eurasiatico con la Russia e guardando verso l’Asia.
Adesso più che mai urge un “risveglio di coscienze” per capire che esiste un monopolio economico USA-EU e che va sconfitto. Un modo per battere questa dittatura finanziaria, in cui l’Euro –soggiogato al dollaro- è idolatrato come una divinità, quale potrebbe essere?
Il primo gesto da compiere è quello di decolonizzare il nostro immaginario saturato dalle logiche del mercato, a tal punto da non renderse più conto. Perciò siamo indotti a pensare alla necessità di un’unica moneta e non ne vediamo alternativa. Il mondo post-1968 è intriso di capitalismo americano: è onnipresente, come l’aria che respiriamo. Non ce ne accorgiamo nemmeno più ! Il mercato è diventato come una sorta di natura. Non riusciamo più a pensarlo come a qualcosa di storico, quindi dinamico, perciò possibile di trasformazioni. Per sconfiggere questa visione unilaterale bisogna valorizzare tutti gli elementi di resistenza all’egemonia monetaria . Infatti , a questo punto, appoggio il cristianesimo per il semplice fatto che il suo Dio sta nell’alto dei cieli e non in banca, non identificandosi col mercato immanente e la teologia dell’economia.
Parliamo ora dell’accordo transatlantico. Per colpa della Commissione Europea il volere del popolo sarà soggiogato alla moneta, e sarà palesemente una dittatura. Secondo te, ci sarà ancora gente in grado di negare ciò ( Come sta avvenendo oggigiorno…) ?
La volontà popolare è già totalmente svuotata di significato all’interno di quest’europa in cui non decide nulla il popolo, perchè le sue scelte, quali che siano, sono immediatamente svuotate di senso dalle decisioni sovrane ed irresponsabili del mercato ( N.B. Come per le votazioni contro all’Expo), ma la gente non lo sa. Viviamo in una situazione orwelliana, in cui si chiama democrazia l’assenza di democrazia si chiama decisione popolare la decisione dei mercati. Viviamo in un mondo, che, come la caverna di Platone, è un mondo di prigionia vissuta come libertà dai falsi attori sociali, perciò ancora una volta è fondamentale per la filosofia risvegliare le coscienze dal sonno dogmatico in cui sono intorpidite. Per fare questo bisogna mostrare come oggi c’è un’assenza totale di libertà e di democrazia, e che l’Europa così com’è non è un nobile progetto . Il filosofo Federico Nicolaci la paragona ad un Tempio Vuoto, ossia un nobile nome che occulta il volto del marketing finanziario americano. Politicamente la situazione va sempre peggiorando: Monti, Letta e Renzi sono le tre maschere del capitale finanziario. Essi non fanno l’interesse dell’Italia in Europa, ma fanno l’interesse dell’Europa in Italia. Vogliono portare gli interessi della finanza europea in Italia. È necessario fare una battaglia culturale per l’egemonia, avrebbe detto Gramsci, che sarà alternativa a quella della banca centrale europea. Bisogna opporsi al pensiero politicamente corretto e svincolarsi dall’ideologia sorvegliata dal mainstrem mediatico.
Ossia? Concretamente, cosa bisogna fare? Andare in piazza a manifestare?
Mah sai…in piazza no. Oggi gli appelli alla rivoluzione non sono più rivoluzionari. Bisogna innanzitutto far acquisire coscienza alle persone tramite libri ed articoli, tramite congressi e convegni. Andare in piazza oggi non serve a molto…se vai in piazza a Roma ma le decisioni sono prese a Bruxelles vedi anche tu che non ha senso. Questa è la “Globalizzazione Bellezza”: così si chiamerebbe se fosse un western. Tu non vedi mai il tuo carnefice in faccia, ma vedi solo i danni che ti fà. Ti toglie il lavoro, ti toglie i diritti, ma non lo vedi mai in faccia. Non sta né nella capitale del tuo paese né nella tua città, bensì a Bruxelles piuttosto che in Cina o, soprattutto, a Washington. Per cui occorre maturare una consapevolezza come popolo, e da lì agire per tornare ad essere sovrani e decidere del proprio destino. Per questo l’Europa deve essere l’Europa dei popoli, liberi, sovrani e fratelli, che è esattamente l’opposto di quest’EU che è un lager finanziario.

Liliane Tami
http://www.mattinonline.ch/fusaro-lue-rinnega-se-stessa-e-si-allei-con-la-russia-non-con-gli-usa/