domenica 15 giugno 2014

Le palle (da calcio) rendono stupidi


 I ricercatori dell’ospedale di St.Anna di Geldrop, nei paesi bassi, hanno scoperto che i calciatori, più degli altri sportivi, possiedono capacità performative neuropsicologiche mediamente inferiori agli altri esseri umani.  Lo studio è stato pubblicato sul prestigioso “Journal of the American Medical Association”.
La spiegazione di questo deficit intellettuale è da attribuirsi alle testate ed agli shock ricevuti durante le partite. Colpire palle e palloni con la testa può essere molto pericoloso, soprattutto a lungo termine.
 I test mostrano che i calciatori famosi hanno infatti notevoli problemi di memoria e di attenzione, fanno fatica a fare ragionamenti astratti e la loro motricità fine è veramente scarsa.
 Tali deficit cerebrali causati dalle percosse croniche  sono simili a quelle dei boxeur, anche loro spesso lesi al cervello. Ma finché questi celebri sportivi sposano solo veline o top model non vi sono problemi... 



venerdì 6 giugno 2014

Il Romanzo Abyss di Regazzoni: Tra Umberto Eco e Dan Brown


Simone Regazzoni, docente di filosofia estetica presso l’Ateneo di Pavia è cresciuto nutrendosi con telefilm americani e Platone. 38 anni,figo, razza caucasica, palestrato , moro, vestito come gli eroi del film “ Le iene” di Tarantino, é appassionato di manga giapponesi e di polemologia. Ha eredito il gusto per i mix azzardati dal suo maestro Derridà, grande filosofo del postmoderno e massimo esponente della decostruzione.
Questo suo amore per gli accostamenti più provocatori è manifestato nei suoi numerosi saggi. Particolarmente interessante è il saggio Pornosofia pubblicato nel 2010, che scandalizzando i benpensanti ha fatto si che il Prof.Regazzoni perdesse la cattedra perso all’Università Cattolica di Milano. In questo testo, partendo da un’analisi antropologica e filosofica della fiction pornografica elabora una riflessione sull’importanza della libertà in una democrazia. Altro testo molto discusso è Stato di Legittima Difesa, in cui, analizzando e giustificando l’uso dei droni da parte dello stato come mezzo per eseguire degli omicidi mirati, costruirsce una serie di tesi, sempre in favore della democrazia, tra cui la necessità delle armi per garantire la pace e l’importanza di non condannare un’eccesso di autodifesa. Allo stesso modo in questo suo primo romanzo, pubblicato con Longanesi, la strategia di accostare gli argomenti più disparati si rivela vincente.
Nel romanzo Abyss elementi di filosofia platonica, antiche nozioni esoteriche risalenti ad Ermete Trismegisto, incredibili anedotti storici sull l’Ordine del sole nero nazista ed allucinanti sparatorie a bordo di gommone nelle gelide acque dell’Alaska vengono fusi assieme creando una trama delirante e tremendamente avvincente. Scritto in modo davvero piacevole e scorrevole Abyss è un libro che chiunque può divorare ad una volocità pazzesca sotto all’ombrellone, ma che, a differenza della maggiorparte dei libri di massa offre anche agli amanti della filosofia ed agli amanti della storia e della filologia molto materiale su cui riflettere.
In cosa consiste la trama di questo romanzo?
Il libro ripercorre la caccia alle Dottrine segrete di Platone, che sono quanto ci sia di più misterioso nella storia della filosofia. La vicenda inizia con un professore di filosofia che insegna a Los Angeles e che prova a ricostruire queste dottrine segrete. Nel corso di questa ricostruzione il giovane professore pubblica anche un saggio, in cui cita un l’antichissimo libro di Dumeno da Pamena in cui sono trattati degli studi su Platone. In seguito il professore viene contatto dalla National Security Agency, perchè , a sua insaputa, ha toccato temi storico-politici d’importanza mondiale. La NSA è a conoscenza di una connessione tra i segreti del filosofo greco ed il nazismo. Il giovane nazista Rudolf Hess, andando in Egitto, aveva scoperto cose che … potrebbero mettere a repentaglio l’intera umanità. Questo viaggio porterà i nostri eroi dall’Alaska alla Francia , alla Germania fino ad un finale in un luogo davvero particolare.
La forma del testo?
Tutta la narrazione si svolge come nel classico dell’avventura. C’è una ricerca di oggetto con ricerca di personaggi. L’ eroe ed il compagno dell’eroe devono decifrare questo enigma filologico e capire quale legame abbia avuto con il nazismo. Questo romanzo ripercorre sia la storia della filosofia che la storia dell’esoterismo. Un autore come René Guenon è ben presente in tutto il testo. Aldilà della trama di ricerca di un oggetto l’idea è di coniugare l’avventura con una ricerca sull’origine della filosofia, che potrebbe non essere in Grecia. Infatti, come leggerete, i testi di Platone non sono stati scritti non Grecia bensì in Egitto, durante un viaggio del filosofo.
Le dottrine segrete di Platone, dette Agrapha dogma, esistono davvero?
Queste Agrapha dogma non sono mai state trovate, ma ne abbiamo degli stralci a partire da Aristotele. Oggi ne abbiamo due volumi, tradotti anche in Italiano, in cui sono raccolte queste dottrine non scritte. Alcuni studiosi, dal 1800, iniziarono a teorizzare che Platone avesse ricevuto profondi influssi dal pensiero egiziano.
Il soggiorno ad Eliopoli del grande filosofo, descritto in un libro degli anni 5’2 di Kurt Gödel, è un’ipotesi non totalmente campata in aria. Noi però non sappiamo nulla, aldilà dei frammenti. Champollion , grande egittologo francese , fratello di colui che ha decifrato i geroglifici per primo e che cito nel libro, sostiene che i dialoghi platonici siano intrisi di misteri egiziani. Anche Plutarco afferma che la filosofia platonica sia una traduzione della teologia egizia.. L’ipotesi che tutta la filosofia di Platone sia racchiusa nelle dottrine ermetiche è mia. Il medium che io uso è quello del Corpus Hermeticum. Secondo le letture più recenti, ha in sè delle tracce di antica sapienza egiziana. Io ho quindi lavorato su questi elementi.
E l’interesse per l’esoterismo tedesco?
C’è tutta una tradizione misteriosofica all’interno della filosofia, quindi è inevitabile interessarsi di ciò. C’è un libro interessantissimo che è appena uscito che parla appunto di Hegel e l’influenza che ha avuto dai Rosacroce. In termini di portata politica l’elemento esoterico è fondamentale: Sarebbe impossibile pensare al nazismo senza tener conto di tutta una dimensione di sapere esoterico. Gli storici hanno dimostrato che bisogna tener conto dei legami tra l’esoterismo, la filosofia e la storia.
Io arrivo a postulare un legame tra il nazismo ed un testo filosofico. Beh, in effetti c’è una filosofia del nazismo. Il primo a postulare un legame tra nazismo ed esoterismo è stato il filosofo francese Lévinas. La Thule Gesellschaft durante al nazismo ha avuto un ruolo molto forte, e le stesse dinamiche politiche ne sono state profondamente influenzate. Questo libro prende molto sul serio tutte queste dinamiche. Umberto Eco è stato il primo a farlo. Poi chiaramente bisogna stare attenti sul filo su cui si gioca, ma prendere in considerazione queste cose è inevitabile.
Un’ultima riflessione: Perchè questa scelta di mischiare tematiche così impegnative con un genere di romanzo definito mainstream e “ Middcult’?
Questo è molto importante. La filosofia non deve richiudersi nel sapere accademico e professionistico. Io riprendo la tradizione del romanzo filosofico, che è un tentativo di portare la filosofia verso un vasto pubblico. Però giocandola con un genere di narrazione più vicino al block buster hollywoodiano che non a Voltaire. È una cosa che già Umberto Eco aveva fatto, usando il giallo e lavorando sulla seconda parte della poetica di Aristotele. Io prendo l’action thriller americano e lavoro sulle dottrine segrete di Platone. L’effetto è a molto più forte rispetto ad Eco, perchè questo romanzo è scritto nella maniera di un film: é molto visivo , c’è tanta azione eccetera. Il contrasto è molto interessante, e secondo me è questo che deve fare la filosofia oggi: Giocare coi contrasti.
Se con questo romanzo diventerà ricchissimo e miliardario, verrà a lezione a bordo d’una limousine nera come quelle presenti nei film che le piacciono tanto?
No, verrò con una Chevrolet Camaro RS/SS 396 del’ 68, molto più sportiva di una Limousine.http://www.mattinonline.ch/il-fenomeno-letterario-simone-regazzoni-dalla-pornosofia-vi-porto-negli-abyss/

giovedì 15 maggio 2014

Morto il disegnatore svizzero di ALIEN



Hans Ruedi Giger, disegnatore del mostro nel film "Alien" di Ridley Scott,  è appena deceduto in seguito ad una caduta. L'artista, nato a Coira nel 1940, appartiene alla cerchia dei più celebri simbolisti e surrealisti contemporanei. Pittore e scultore  esperto in effetti speciali cinematografici , in collaborazione con Carlo Rambaldi, il padre di E.T., nel 1980 ha vinto l'oscar per i migliori effetti speciali.
Le sue creazioni sono state usate per svariati film fantastici, ed in suo onore è stato aperto, nel 1998, un museo nella città di Gruyères, nel canton Friborgo.


Recentemente le sue opere sono state esposte anche in svariate metropoli oltre confine, come Praga, parigi e Vienna.

Il suo contributo artistico non ha reso onore solamente alla svizzera, ma ha anche partecipato al miglioramento degli effetti speciali di tutto il mondo.


La leggenda della maledizione di San Siro

La bellezza di un luogo, è data non solo da ciò che è, ma anche da ciò che si crede che sia.
Le paure inconsce degli uomini vengono spesso esternate sottoforma di credenze popolari o superstizioni, che per quanto becere possano apparire, possiedono in realtà un valore antropologico inestimabile.

Prima dell’alba, quando anche l’ultimo studente reduce dall’after striscia a casa, per chi è timorato dall'ignoto Pavia può assumere un tono  inquietante. A quell’ora la città goliarda è desolata. Cupa. Morta. La nebbia, spessa come un sudario, s’insinua nei vicoli deserti. Le mattonelle rosse delle case antiche, sfregiate dalla sinistra luce dei lampioni, paiono l’ambientazione ideale per un film gotico.  Di notte pure le zanzare tacciono, perché intimorite dal racconto di alcune vecchiette, che a starle sentire direbbero d’aver visto di persona il vampiro di piazza Vittoria.
Se siete persone razionali, mentre passeggerete in solitudine sui ciottoli umidi, guardando nell’oscurità i graffiti dei teppisti che paiono schizzi di sangue, scaccerete le vostre paure ridendoci sopra. Se invece siete credenti non vi resterà che pregare la Madonna, sperando di non incontrare il fantasma senza testa di Boezio o una di quelle sgradevoli presenze invisibili – chiamate poltergeist – che di tanto in tanto pare si manifestino nelle residenze pavesi.

Di saghe misteriose e curiose credenze inerenti fenomeni paranormali la nostra graziosa cittadina abbonda. Se ne volete la conferma, recatevi in duomo e chiedete di chiacchierare con Don Giuseppe: questo celebre esorcista , raccomandato dal Vaticano, potrà raccontarvi di alcuni casi di possessione che ha curato e vi renderete conto di quanto sia ancora salda nella gente l'idea di un Demonio perseguitatore.
Le biblioteche della città contengono svariati documenti inerenti accuse di streghe e altri raccapriccianti personaggi di questa città, un tempo sede di sanguinosi riti alla Dea Cibele e strazianti roghi d’eretici. Per chi invece vi è ancora la necessità di gettare un'occhio sulla parte più misteriosa della vita  consiglio invece l’associazione CIO di Pavia, che mediante strambi computer e strumenti elettromagnetici va a caccia di grumi ectoplasmatici erranti.
Insomma Pavia, per gli amanti dei fantasmi, dell’occulto e persino degli ufo (la zona del Vallone fu per un certo tempo una meta turistica gradita agli annunaki) offre tantissimi modi per mettere in dubbio la razionalità!

La maledizione di San Siro: un sacerdote medioevale , infuriato col clero, annunciò il recente crollo della torre civica
Sono passati ventitré anni dal crollo della torre del duomo dovuta ad un peso eccessivo delle campane ed ad una cattiva manutenzione. Ma le vecchiettine pavesi giurano che in realtà è stato il fantasma di San Siro a farla crollare. Questa loro credenza, è, per noi, una testimonianza culturale interessantissima. Quel tragico venerdì 17 marzo 1989 costò la vita a quattro persone, e una dozzina di passanti furono feriti dall’apocalittica pioggia di mattoni. I curiosi andarono a vedere le rovine e a fotografare le macerie di quella che fu l’imponente torre civica, simbolo della città, mentre coloro che conoscevano la maledizione di San Siro corsero a farsi il segno della croce. Incredibile, ma vero, questa catastrofe venne predetta nell’anno 663 da Michele, il sacerdote della città. Se avete dubbi riguardo alla storicità di questo evento chiedete allo studioso Alberto Arecchi, autore del saggio La Maledizione di San Siro, edito dalla casa editrice Liutprand. Egli, sostiene nella sua opera, ha toccato con mano l’antico documento su cui è stata vergata la tremenda maledizione.
A quei tempi, nella città di Ticinum regnava lo splendido e glorioso re longobardo Grimualdo, che solo per mezzo dell’atroce fonetica del nome avrebbe potuto far tremare l’intera Europa. In quegli anni di prosperità la quiete della cittadina longobarda venne però distrutta da Costanzo II, l’imperatore di Bisanzio, che voleva conquistare tutto il mondo. In concomitanza, la nostra cittadina fluviale dalle origini celtiche si trovò anche in conflitto con la Curia Romana: disapprovava il fatto che Michele il diacono, e molti altri cristiani religiosi della città, fossero seguaci delle dottrine di Ario , i cui insegnamenti vennero banditi dal clero durante al concilio di nicea del 325. Gli ariani, così si chiamano i seguaci del teologo berbero, credevano nell’esistenza di due principi universali – il Male e il Bene – cosa che un millenio dopo ha ispirato il movimento dei catari (che, rinnegando come Ario e Michele la divinità di Cristo, hanno avuto l’onore di farsi torturare nella sede della Santa Inquisizione che stava  proprio dove noi studenti oggi facciamo lezione in San Tommaso). Adesso come allora queste teorie deliziosamente gnostiche non erano gradite dal papato, che costrinse la città di Pavia a rinnegare le sue dottrine ariane in favore di un cattolicesimo politicamente corretto. Il povero  Michele, chiamato Santo Sire – storpiato in san Siro – in quanto massimo sacerdote della città, non voleva convertirsi al cattolicesimo più stretto: decise così di lasciarsi letteralmente morire di fame in segno di protesta. Prima di soccombere tra le sevizie della denutrizione e dalla rabbia, però, predisse l’avvenire dicendo che sì, Pavia sarebbe stata un luogo di cultura dedito all’insegnamento, ma che tutte le supposte verità propinate al popolo dai governanti e dalle istituzioni religiose non sarebbero mai state sufficienti a svelare l’unica e vera verità.

 Michele, scheletrico sul letto di morte e accompagnato solo dal fratello Gundmar che ne trascrisse le parole, maledì la nostra bella città. Agonizzante  e senza ricevere nemmeno l’estrema unzione, il Santo Sire annunciò che, se la corruzione non fosse scomparsa, la torre più alta della città sarebbe crollata un venerdì 17, poco prima dell’anno duemila.
E noi, oggi, non possiamo che alzare gli occhi verso la cupola del duomo, ormai amputato della sua torre,  e chiederci se mai esisterà un mondo senza corruzione e senza superstizioni. http://inchiostro.unipv.it/?p=13005

martedì 13 maggio 2014

L'Italia in assedio - Intervista a Maroni




Tenendo conto del concetto di “guerra di quarta generazione” , nato negli ultimi decenni grazie a Jaques Baud e Mark Duffield , l’Italia mostra tutti i sintomi d’un paese in procinto d’entrar in guerra con sè stesso. Il colpo di grazia è stato inferto da Forza Italia, Beppe Grillo, Nuovo Centro destra e Partito Democratico, che hanno abolito il reato di immigrazione di massa.

Bernard Wicht, esperto polemologo e strega operante all’università di Losanna, nel saggio “ Europe Mad max demain” sostiene che le guerre di quarta generazione siano micidiali perchè iniziano senza che la gente se ne accorga. Esse, progredendo lentamente, tramite l’inciviltà e l’insoddisfazione, conducono all’insurrezione.Ed è ciò che sta accadendo all’Italia. L’unico partito che, già anni addietro, sembrava essersene reso conto è la Lega Nord.

La Lega, proponendosi di salvare la democrazia e dando voce alle autonomie locali, cerca di far in modo che il popolo possa compiere delle “rivoluzioni” mediante l’uso della ragione e dei referendum . Gli altri partiti, sostenendo il centralismo ed avendo tolto il reato di clandestinità, stano invece facendo esattamente l’opposto: Incitando la gente al malcontento, senza saperlo, nutrono nell’Italia il seme della guerriglia. A detta degli strateghi sopracitati, mediante un sistema di autogoverno democratico, inscritto in una confederazione, si previene ogni forma di insurrezione violenta.
Esistono quattro classificazioni di guerra, di cui tre sono le più note. L’ultima è quella che sta prendendo piede in europa ed a livello teorico è ancora sconosciuta alle masse.

Le guerre dalla forma più rozza, teorizzate da Senofonte già nell’antica grecia, sono chiamate di “ prima generazione”. Esse sono combattute corpo a corpo mediante l’uso di cavalleria pesante ed armi da taglio. L’elemento tattico necessario per vincere una battaglia di questo tipo consiste nella superiorità numerica e nella brutalità fisica. Nelle guerre di seconda generazione è introdotto l’uso massiccio e coordinato delle armi da fuoco, e nel caso della prima guerra mondiale ciò ha portato all’invenzione di un elemento statico: le trincee. Le guerre di terza generazione , dovendo sopperire a questo elemento di “blocco” sono invece caratterizzate dal concetto di “manovra fulminante”. La velocità e la sorpresa sono gli ingredienti caratteristici delle blietzkrieg e delle rapidissime e micidiali Desertstorm naziste.

La guerra di conquista di quarta generazione, facilitata dalla globalizzazione e da un’oligarchia travestita da democrazia, ha come obbiettivo l’autodistruzione della nazione mediante la guerriglia. In genere tali guerre sono prive di un fronte, endemiche, d’apparenza caotica, dominate dall’incertezza, e segnate da una forte presenza della comunità internazionale ( che esercita pressione, con sanzioni ed interventi).
Essa è combattuta con molotov e pietre dai civili stremati dalla povertà e dalle invasioni straniere, perchè non credendo più nella Democrazia pensano che la violenza sia l’unico modo per intervenire sulla politica. La nuova “dittatura europea” , che è una minaccia alla democrazia, toglie agli individui la possibilità di sentirsi partecipi alle scelte della propria nazione. Quindi , anzichè votare e far le cose per bene, scelgono per disperazione di avvicinarsi a politiche violente e rivoltose.

Un’oligarchia, per garantirsi l’insoddisfazione del popolo, in modo da poterlo sobillare con maggior facilità ed incitarlo così alla rivolta, deve annichilirlo psicologicamente, culturalmente e socialmente. Innanzitutto lo indebolisce economicamente, cosa che in Italia si sta palesando. Poi reprimere le varie etnie e le minoranze linguistiche mediante l’asportazione dei confini naturali, in modo da minar loro la possibilità d’autodeterminarsi. Il sentirsi esclusi dal far politica mediante i mezzi legittimi,come l’uso del referendum, fa’si che la gente senta il bisogno di far politica con il Napalm.
In seguito, mediante ad una lenta invasione di stranieri, si vanno a creare frange di idee contrapposte che tendono a scoordinare ancora di più i tentativi di “organizzazione” razionale interni del paese.
Leggendo questo agghiacciante elenco di mezzi con cui sono combattute le nuove guerre asimmetriche ci si rende conto che l’Italia li comprende tutti. A differenza dei conflitti classici l’obbiettivo delle “nuove guerre” è quello di conquistare non distruggendo, bensì portando al “suicidio” uno stato esasperandolo psicologicamente. Ed è quello che l’oligarchia di Bruxelles, ( in vista d’un quarto reich) sta riuscendo a fare.

Onorevole Roberto Maroni, L’Italia presenta tutti i sintomi di un paese che sta venendo sobillato per esplodere in una guerriglia. Lei ne è consapevole? Secondo Lei, il popolo ne è consapevole?
La Lega già da anni combatte per cambiare questa situazione. A prescindere dal fatto che vi sia una guerra o meno: Ciò che vuol fare è semplicemente salvare dei valori. E no, non mi sembra che gli italiani siano consapevoli di essere in una cosiddetta “guerra”. Noi come Lega siamo gli unici a denunciare questa situazione, però siamo inascoltati.
Legittimando l’invasione, abolendo il reato di immigrazione clandestina, l’Italia si ferisce ancora di più. Cosa ne pensa?
Eh…Oggi ho sentito il ministro degli interni libico. Mi ha detto che visto che l’Ue non ci aiuta, loro faciliteranno le partenze. Altri libici arriveranno. E non solo i famosi seicentomila detti da Alfano. Questo è un progetto d’invasione. Immagino che il governo libico ora costruisca delle altre navi e ne porterà di nuovi [di clandestini]nelle acque territoriali nostre.
Il grande progetto dell’Islam è quello di allargare il loro califfato fino a “riprendersi” la Spagna…
Ma adesso la Spagna li rimanda indietro! È l’Italia l’anello debole che li accoglie tutti…
In un ipotetico futuro di guerra interna, l’esercito non potrebbe essere utile?
No, l’esercito in questi casi non avrebbe senso. Non ci sono più gli accordi di Schengen, non ci sono più confini da difendere. Non abbiamo più confini con la svizzera, ora che è entrata in shengen…Un esercito serve quando ci sono dei confini netti da proteggere. Manco abbiam più quelli…. Io posso venire a Lugano senza passaporto, perchè non fanno i controlli. Se invece vado a Londra mi fanno i controlli e se non ho il passaporto mi rimandano a casa.
Sempre restando in ambito militare, lei rimetterebbe la leva obbligatoria per i giovani?
No, io piuttosto punterei sulla protezione civile. Che è quello che avevamo fatto quando eravamo al governo con Berlusconi. Dopodichè il controllo dei mari si deve fare con la Marina, ma serve una forza europea . Mare Nostrum va bene se serve a respingere, non ad attrarre… Nel peggiore dei casi, chiederò asilo politico alla Svizzera!

Liliane Tami

http://www.mattinonline.ch/riflessioni-sulla-guerra-con-roberto-maroni-magari-chiedo-asilo-alla-svizzera/

lunedì 12 maggio 2014

Laboriosità, radici salde e buon senso. L'etica e l'estetica che abbiam perduto...

L'occidente , ammorbato dal post-moderno, è divenuto oramai un grottesco guazzabuglio in cui tutto è ammesso. Abbiamo perso il nostro decoro, confondiamo gli attori coi politici, confidiamo più nei calciatori che nei filosofi, non sappiamo più riconoscere un'opera d'arte da uno schifo, non conosciamo più le buone maniere, non sappiamo più vestirci decentemente ( basta vedere le ragazzine che copiano Rihanna) e crediamo che tutte le religioni e tutte le etnie possano tranquillamente coesistere su suolo europeo, quando di fatto è impossibile e contro-natura.

A causa di una filosofia " di sinistra", mossa più dall'elemento irrazionale ed emotivo che da quello logico e razionale, dall'illuminismo in poi si è andato ad affermare sempre più un (dis) ordine sociale fondato sulla tolleranza e la filantropia anzichè sul bene collettivo.

Con le grandi rivoluzioni del 68 abbiamo noi occidentali ubriacati di luci sintetiche, facebook, calcio e sciocchezze varie abbiamo anche smarrito il senso del bello e del buono.

l'ETICO e l'ESTETICO, il giusto ed il bello, dovrebbero essere le due grandi idee verso cui tutti tendono.

Invece no. Il bene etico superiore, che è la famiglia, è stato distrutto in pochi anni di propaganda gender che nel femminismo ha trovato il proprio ammorbato embrione. 

Il bene estetico superiore, che è l'arte intesa come strumento che nobilità l'animo, è stato declassato. Con Andy Warho, Basquiat, Fontanaed altri artisti degenerati abbiamo perso la capacità di discernere tra l'arte ed la semplice espressione creativa.

Con la democrazia che si è trasformata in vile populismo post-sessantotto ed il capitalismo filo-israelieno che ci ammorba da quando gli americani ci hanno conquistati vicendo la seconda guerra, per noi occidenali è iniziato il declino.

Vi auguro una buona lettura di questo blog, e spero possiate trovare qualcosa di buono.



mercoledì 7 maggio 2014

Putin : parolacce vietate. Il linguaggio dev'essere decoroso

A dar scandalo, oggigiorno, è chi si preoccupa delle buone maniere.  

Il galateo a tavola e la buona educazione  nel parlare sono valori etici ( ed estetici)  importantissimi e, purtroppo, non sono tra quelle priorità che il mondo post-moderno si sta curando di salvaguardare e tramandare.

Lunedì 6 maggio Putin, col sostegno della chiesa ortodossa, ha firmato una legge che vieta l'uso di espressioni volgari in TV e negli spettacoli teatrali. Dal primo luglio 2014 tutti i Mass Media dovranno adoperare un linguaggio decoroso, altrimenti riceveranno una multa di 50 mila rubli. ( circa 1000 euro)  e chi pronuncerà parolacce riceverà un'ammenda di 50 euro.

Il Premier russo, annunciando che vuol vietare le parolacce, ha suscitato l’indignazione di chi crede che l’usare un vocabolario osceno sia sinonimo di “Libertà”.

La crociata contro al turpiloquio verrà resa operativa anche inserendo nel web un sistema che non permetterà  la pubblicazione di parole ritenute offensive o impudiche. L’eliminazione da internet di termini scurrili non ha un fine repressivo, bensì educativo. Il divieto di digitare nella rete russofona parole volgari, a parer mio, non è solo salutare per i giovani , oramai avvezzi al turpiloquio , ma è anche un ottimo mezzo di prevenzione contro al Ciberbullismo.

La critica più acuta s’è permessa di tirar in ballo la letteratura, sostenendo  che la florida Ars Poetica Russa sia gremita di termini ritenuti “censurabili”. Il fatto che la celebre autrice Nina Berberova abbia scelto di intitolare una sua opera “ La meretrice ed il lacché” non deve esser però una scusante per avvalersi pubblicamente del turpiloquio e per criticare la rivoluzionaria proposta normativa ed educativa di Putin.

 Confutar la tesi avversa è quasi troppo facile: Ciò che è stato vergato da un individuo competente e riconosciuto da premi letterari è Arte, mentre la spazzatura che trabocca dal web ,vomitata dai grafomani spesso traviati, è tutt’altra cosa. Infatti il ministero della cultura russo ha pacato gli animi dicendo che tale restrizione riguarderà solo la cultura popolare e non le arti.

Se uno scrittore, definito tale solo in virtù del suo impatto sul mercato , avverte l’esigenza di rafforzare un concetto mediante l’uso di un vocabolario basso è pienamente libero di farlo, ma al di fuori dal web. Oltre che tutelare l’editoria cartacea, tale misura normativa permetterebbe anche di discernere ciò che è  vera Letteratura dai testi prodotti da irrilevanti artisti incompresi.  Gli editori, essendo diffusori di cultura e buon costume, devono rispettare questa norma altrimenti saranno privati della licenza.

A sostegno di questa necessaria opera normativa voluta da Putin bisogna anche ricordare il valore che il Logos aveva per gli antichi greci e cristiani: Nel Vangelo di Giovanni la “Parola” coincide con il Creatore, in sostegno della tesi secondo cui è dal Verbo che prende forma qualsiasi cosa.  Da qui, l’importanza del ben parlare, perchè queste parole , che risuonano in chi le pronuncia ed attorno, si fanno “carne”concretizzandosi in un’opinione positiva o negativa nel prossimo.


Anche Aristotele , nelle commedie si burla di chi, privo della capacità di dominare le proprie parole, s’avvale di una favella scurrile. A parer suo è importante che i giovani fin da subito imparino ad essere virtuosi nel linguaggio, perchè questo faciliterà le loro relazioni sociali e , mediante lo sforzo del contenimento, impareranno a controllar meglio i propri impulsi irrazionali. La fatica del non adoperare un vocabolario osceno è utile:  Chi apprende a dominar la propria lingua, può poi impegnarsi a ricercar la virtù in ogni ambito della vita.