venerdì 7 novembre 2014

Adam Kadmon il nuovo Papa per gli anticlericali

Elogio ad  Adam kadmon : funge da surrogato alla Chiesa Cristiana Cattolica . 

L'industria che ci sta dietro é la stessa che sta dietro al vaticano.
Con lui il cristianesimo verrà ampliato col dolce new age meanstream per saziare quei cuori affamati di infinito ma oramai orfani della chiesa. Kadmon parla d'amore e pace, ma non nomina più cristo per star a passo con le mode. Inoltre, a differenza della chiesa che ingrassa in silenzio le multinazionali farmaceutiche, alimentari e belliche, il personaggio  televisivo (il cui nome significa " Urmensch, uomo originario) non ne fa segreto. Su facebook si dichiara apertamente simpatizzante del mc donald.

Oramai la chiesa vacilla sempre più e che anche Francesco sta cascando dal trono: l'Impero del Denaro ha bisogno di un nuovo sovrano spirituale . Se la veste del papa non è più alla moda, gli si fa indossare un bel paio di pettorali sexy ed una maschera ridicola  e rieccolo in testa alle masse . Le dolci bacche anestetizzanti son diverse, ma le radici son le stesse, sature di denaro, di sempre.

Abbuffiamocene, Abbuffiamocene !!

lunedì 3 novembre 2014

L'ONU è un agenzia terroristica: le critiche di Angelina Jolie

Affidare la pace del mondo alla NATO e all’ONU è come affidare i bambini di un asilo ad un pedofilo perchè “ Lui li ama”. A guisa d’uno stupratore, anche la NATO accudisce e si prende cura di quei paesi indifesi che hanno bisogno d’essere protetti, ma al contempo ne abusa per trarne piacerne. Il maniaco sessuale , in genere, dopo aver raggiunto l’orgasmo si stacca dal corpo del bambino e poi lo lascia in pace. L’ ONU, la NATO e le ONG invece, continuano ad accanirsi sulla preda “perchè vogliono il suo bene”. Non si accontentano di suggere dai paesi in guerra fino all’ultima goccia di denaro imponendovi la propria egemonia politica, bensì, con una perversa tecnica propagandistica, fanno credere…di star facendo il loro bene. Nella psichiatria clinica e forense, tale comportamento è noto come “ sindrome di stoccolma”, ossia quel morboso rapporto che si crea tra vittima e carnefice. L’abusato, grazie ad un lungo lavoro di lavaggio del cervello, credere di aver assoluto bisogno del suo aguzzino per sopravvivere.

Ma di cosa stiamo parlando?
Di strategia bellica di quarta generazione, e certamente non di pace. Come afferma Mark Duffield nella sua bibbia d’ogni appassionato stratega “ Guerre post-moderne”, a conquistare oggigiorno non sono più i militari, bensì i medici che con la scusa del servizio umanitario conficcano la bandiera della loro patria su un dato territorio. Inoltre, aldilà della conquista ipocritamente camuffata come “operazione benefica” c’è tutto il discorso inerente la guerra in senso stretto. In più, sovente, queste truppe umanitarie o delegate alla pace, vantano di un curriculum che farebbe impallidire persino la mafia più efferata. Senza dilungarsi troppo, basti sapere che la NATO è stata accusata di gestire un traffico di droga illegale e di aver speculato sull’anfetamina Captmagon che lei stessa sta vendendo ai ribelli siriani. Angelina Jolie, attivissima nell’ambito umanitario, avendo avuto modo di conoscere questa sporca cospirazione NATO da vicino ha mandato un appello video in cui esorta…a diffidare dall’Organizzazione del trattato Atlantico del Nord.

Qui potete vedere le aspre accuse della filantropa Angelina Jolie nei confronti dell’ONU e della Nato. https://it.tv.yahoo.com/video/angelina-jolie-critica-onu-por-152227173.html 

 Evidentemente, questo video ha suscitato scandalo, e la star è stata accusata di essere una prostituta drogata. Evidentemente, una figura meanstream che mette in dubbio una delle potenze mondiali dominanti mette in profondo imbarazzo.

Gli aiuti umanitari e l’imporre la pace peggiorano il conflitto
Edward N.Luttwak, nel saggio “ Strategia- La logica della guerra e della pace” espone la sua tesi per criticare aspramente gli interventi umanitari e, soprattutto, per demolire le presunte azioni di pace di organismi come l’ONU. Aiutare la fazione più debole o imporre delle tregue, anzichè porre fine al conflitto, vuol dire solamente farla agonizzare ancora più a lungo.
Innanzitutto Luttwak spiega che le guerre, essendo la continuazione della politica con altri mezzi – Citando Clausewitz- non possono terminare fintantoché non si siano raggiunti degli accordi politici. Quindi, qualsiasi tentativo di armistizio imposto da enti esterni a quelli belligeranti non può avere una durata infinita.
La guerra, per avere fine, deve esaurirsi da sola, altrimenti si muterà in un conflitto ad intermittenza. Che sia il freddo dell’inverno o la mano di nazioni esogene al conflitto a far abbassare le armi, poco importa: Appena le fazioni belligeranti ritroveranno un’atmosfera meno rigida, torneranno ad imbracciare il fucile.
Dal 1945, però, di rado è stato permesso a guerre di piccola-medio entità di seguire il loro corso naturale. Per il Consiglio della Sicurezza delle Nazioni Unite è diventato oramai usuale ficcare il naso in conflitti che non lo riguardano, ed anzichè porvi fine non fa’che interromperli e rallentarne il naturale decorso. Gli interventi “ Riappacificatori” dell’ONU,a lungo termine, sono causa di conflitti ancora più sanguinosi. Durante le tregue imposte alle parti in conflitto i combattenti, ben sapendo che la guerra non è finita, ne approfittano per armarsi ulteriormente in attesa del prossimo scontro. Ad esempio, la guerra fra Arabi ed Israeliani del 1948-49 sarebbe finita molto prima, se il consiglio di sicurezza dell’ONU non avesse interferito, permettendo ad ogni tregua alle forze in campo di riorganizzarsi.
E la stessa cosa accadde nel 1991, dopo la disintegrazione della Jugoslavia. L’ONU impose decine di cessate il fuoco tra le parti in gioco, di fatto, condananndole anziché proteggendole. Durante ogni pausa le fazioni ne approfittavano per reclutare, addestrare ed equipaggiare nuove truppe, che appena, trovavano il via-libera, tornavano a scagliarsi l’una addosso all’altra. L’effetto della “ Pace imposta” fu quello di prolungare il conflitto ed ampliare l’impatto del massacro. L’ONU , oggigiorno, ovunque operi non fa che imporre degli armistizi che non tengono conto dell’intero scenario politico. A meno che l’armistizio non sia subito seguito da trattative di pace andate a buon fine, difficilmente la coercizione alla pace o gli aiuti umanitari possono far finire una guerra. Proteggendo il contendente più debole che si rifiuta di accettare le concessioni minime necessarie alla pace, ogni forma di intromissione di un organo – sia esso nazionale, privato o sovranazionale- che vuol far terminare il conflitto o aiutare le vittime non fa’che allungarlo.
Inoltre, la parte più debole, sentendosi protetta dalla NATO, continuerà a rifiutare le clausole per la pace e tenterà persino di attaccare il territorio nemico mediante incursioni e raid di guerriglieri.
La strategia degli interventi dell’ONU è quella di tener buona la parte più forte, per evitare uno scontro con perdite proprie. Il risultato complessivo è quello di impedire l’emergere di uno squilibrio tale tra le forze da farne affossare una una volta per tutte.

Quando L’ONU attacca

Quando però lo scontro par non dar soddisfazioni alle Nazioni Unite, esse non esitano a mutare il loro intervento…da passivo ad attivo. Infatti, come nel caso del 1995, le truppe dell’ONU hanno preso parte al massacro nell’enclave di Srebenica nel 1995. Le forze dell’ONU hanno svolto però un lavoro sporco ed, anche in questo caso, indiretto: Assalendo i villaggi Serbo-Bosniaci, hanno aiutato le loro truppe a scegliere “ Gli uomini” adatti alla campagna militare. Così, tantissimi bambini ed anziani strappati dalle loro caso dai soldati ONU, sono stati mandati a crepare al fronte. Nel 1992, i militari delle Nazioni Unite, armati di tutto punto,perquisirono tutti i voli in partenza da Sarajevo per evitare fughe di civili idonei alla guerra.
I campi profughi: isole d’astio pronte all’attacco.
Se da una parte non è bene imporre una pace esterna a fazioni armate, dall’altra l’organizzare diaspore di profughi di guerra è altrettanto dannoso.
Le attività assitenziali umanitarie sono in ogni loro forma. Il permettere ai profughi di unirsi e scappare dalla guerra per poi insediarsi altrove non fa’che creare delle vere e proprie “isole” vaganti sature di odio verso la fazione nemica. L’UNRWA, un’associazione umanitaria fondata nel 1949, aveva come scopo quello di nutrire, alloggiare e fornire assistenza ai profughi arabi fuggiti dalle zone israeliane verso la striscia di Gaza, la Transgiordania ed il Libano.
Com’è ben visibile tutt’ora, questi gruppi di profughi con tempo si sono consolidati creando una vera e propria etnia che cova in sè l’astio e la voglia di vendetta più tremenda che si possa immaginare. In mezzo secolo di attività, l’UNRWA ha perpetuato una vera e propria nazione senza territorio di rifugiati figli di altri rifugiati, che non desiderano altro che tornare in guerra per vendicare i loro avi. Se agli antichi popoli europei in guerra fosse stato permesso fare i campi profughi, oggi ci ritroveremmo ancora con tribù vaganti di visigoti sconfitti, milioni di Gallo-romani affamati di vendetta erranti, burgundi rancorosi e visigoti apolidi. E, se durante la seconda guerra mondiale ai tedeschi profughi di guerra fosse stato permesso creare vere e proprie “isole protette” in giro per il mondo, oggi ci ritroveremmo con sacche erranti di nazisti che rivendicano i loro diritti ad Obama. Di fatto, è per colpa del fenomeno dei profughi e degli individui che scappano dalla loro terra in guerra se le guerre tra tribù in Africa ed in Medio-Oriente paiono essere eterne.
In più dell’ONU e della NATO, che recentemente hanno avuto la geniale idea di promuovere la pace vendendo le armi americane alle milizie di Kobane, un altro tremendo flagello sono le Organizzazioni Non Governative. Non essendo in mano a nessuna nazione operano a casaccio per tentare di aiutare quei popoli oppressi da guerre o calamità naturali. E di fatto , a lungo termine, fanno solo danni perchè mettono i bastoni tra le ruote a ciò che Hegel definirebbe essere “ Il normale processo dialettico della storia”. La storia, per poter proseguire in modo equilibrato, ha bisogno di popoli che si autodeterminino, nella vincita così come nella sconfitta.
Ad esempio, molte ONG e i volontari ingenui andarono ad interferire sul confine tra il Ruanda e il Congo-Zaire, sperando di assurgere al ruolo di Gesù Cristi Redentori e salvatori da ogni male. Nel 1994 gli Hutu hanno fatto un genocidio di Tutsi, ma poi i Tutsi sono riusciti a riconquistare il Ruanda. Le ONG, armate di buon cuore, sono andate a proteggere i poveri Hutu espatriati ma colpevoli di genocidio, tarsferendoli nei campi profughi. Così, riuniti, nutriti e protetti, hanno potuto rafforzarsi e tornare all’attacco. Se nessun’organizzazione salvifica fosse andata a difenderli, lasciando alla storia fare il suo corso, si sarebbero dispersi in giro e poi e poi, come nel caso dei galli sconfitti o dei burgundi abbattuti, sarebbero semplicemente scomparsi. Invece no. Grazie ai campi profughi sono stati mantenuti in vita ed uniti dalla loro bulimia di vendetta. Così, ancora oggi, il Ruanda è una terra di continuo conflitto.
Se trecento anni fa’ gli indiani d’america fossero stati accolti nei campi profughi qui in europa, oggi sarebbe una tragedia: Ci sarebbero ancora Cherooki o altre tribù di pelle rossa vaganti per il mondo che si sentirebbero una nazione pur non avendo più un territorio. Sarebbero condannati alla diaspora eterna, e quindi, alla guerra eterna contro ai crudeli conquistatori Americani. Ridotti ad un popolo Apolide, come gli ebrei, cercherebbero ancor oggi di far esplodere – giustamente- la Casa Bianca. E la pace sarebbe impossibile.
Le ONG ed ogni sorta di organizzazione umanitaria, ancor prima di infliggere una lenta conquista da parte delle multinazionali farmaceutiche ed alimentari occidentali, rallentano in modo sistematico il raggiungere la pace voluta da entrambi le parti belligeranti. È per questo che, prima di devolvere denaro in beneficenza ai Medici Senza Frontiere, alla Chiesa o a qualsiasi altra organizzazione che fa’capo all’Onu, sarebbe bene pensarci non due, ma venti volte. E così, magari, ci teniamo quei bei soldini per invitare a cena l’anziana vedova del condominio di fronte o per il Tavolino Magico di Fra’Martino .

Liliane Tami

http://www.mattinonline.ch/se-vuoi-pace-non-interferire-guerra-angelina-jolie-critica-lonu-nato/

Ebola e sovrappopolazione, la battuta del ricercatore che ha agghiacciato il mondo…

“Se ci fossero troppi esseri umani sulla terra, voi cosa fareste?”

“Beh, semplice, inventerei una sostanza in grado di sterminarli!”

Questa simpatica battuta, se non fosse stata detta dall’incaricato dal pentagono a creare un vaccino contro l’ebola, avrebbe anche potuto far ridere. Il Dottor Charles Arntezen, esperto di OGM, produttore dei vaccini contro l’ebola per conto del DARPA, ha fatto questo simpatico “Jokes” durante una conferenza proprio la scorsa settimana. Il tema trattato durante il vertice medico era quello della sovrapopolazione e di un’ipotetica pandemia di ebola, quindi, una battuta del genere, oltre che inopportuna è anche … da premio Nobel per lo squallore.
Inoltre, aldilà degli scherzi, questo medico vanta di un curriculum che farebbe impallidire qualsiasi teorico dell’estinzione umana: A lui, infatti, va il merito d’aver inventato delle banane…contenenti anticorpi che uccidono gli spermatozoi umani. Un tale Humor nero, ad halloween, è solo degno d’elogio.

Qui il video agghiacciante : https://www.youtube.com/watch?v=8fBnXD2uOa0

Liliane Tami
http://www.mattinonline.ch/ebola-sovrappopolazione-battuta-ricercatore-agghiacciato-mondo/

domenica 2 novembre 2014

Poesia contro la violenza

La voce delle donne dimenticate nelle poesie di Barbarah Guglielmana

Oggetto: maltrattamenti - Allegato:depressione.jpg


Per quanto i versi di Barbarah Guglielmana possano essere brevi, taglienti ed aguzzi le sue poesie trasudano amore e dolcezza. Perchè si sa: la vita del medico è faticosa, fatta di sangue e sudore, ma il perno centrale di questa vocazione è l’Amore, l’altruismo più puro che permette all’uomo di farsi carico dei pesi e delle malattie altrui. Barbarah Guglielmana, nella vita come in poesia, è una convinta combattente per salvare i diritti di chi “ ha mani screpolate e tremanti, magre e nascoste”.
La sua raccolta di testi intitolata “ Appena alzata mi sono messa a tagliare le stelle come voi tutte”, stampata dalla C.S.A.M Onlus, è sbocciata proprio per dar voce a quelle migliaia di donne, che purtroppo, sono vittime di violenza domestica. “ Quanto dura che baciandomi mi ami?” si chiede in una delle sue poesie, proprio come , aimè, si chiedono tutte quelle fresche innamorate prima di cadere nel triste e silenzioso diallele della violenza domestica. Di forte stampo contemplativo le sue poesie, invitando il lettore a guardare i dettagli più umili, costringono a riflettere su tematiche sociali di peso non indifferente. Cosa voglion dire cinque sedie di colore diverso ad un tavolo…di una casa abbandonata? Quali sono le gioie dei sensi di una ragazza di 22 anni, che si ritrova costretta a mangiare dal piatto insipido d’un ospedale?
Con materna gentilezza, profonda sensibilità e molta tenerezza- a volte spezzata da immagini rudi – Barbarah esorta il lettore ad abbandonare , per un attimo, il solipsismo. C’è un mondo di gente attorno a noi, e, il suo messaggio di solidarietà, che invita all’altruismo, al reciproco sostegno, vuole accompagnare il lettore ad evolvere una propria coscienza collettiva. Non siamo soli, quindi, prendiamoci per mano. Perchè, quando si è “ nude in un cappotto sintetico imbottito, minuscole in un mondo pieno di mostri” solo l’amore e la solidarietà possono salvare.
Bravissima poetessa, grande sognatrice. E, soprattutto, donna con un gran cuore. Brava!
Liliane Tami 
http://www.mattinonline.ch/voce-delle-donne-dimenticate-nelle-poesie-barbara-guglielmana/

Liliane Tami citata da Buttafuoco in " Il Foglio"

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Nonostante da grande io voglia diventare agente segreto o cecchino mercenario, certe soddisfazioni in ambito giornalistico rallegrano davvero la giornata. Prima di finire la mia vita in un qualche Gulag, ringrazio anche gli amici del Talebano, e soprattutto, Buttafuoco - una delle più illustri penne della penisola- per avermi citata in una articolo! 



"Consiglio vivamente la lettura de “Il Talebano”. E’ una testata on line, di chiara ispirazione salviniana, dove ogni pezzo è una sorpresa. Ecco l’intemerata contro “la Gioventù” a firma di Liliane Tami. In questo articolo, viste la facce di Matteo Renzi e di Mariele Boschi, rispettivamente Re e Fatina dello Zecchino d’Oro al governo, ci si impegna a chiarire – con Robert Poulet – un concetto: la salvezza arriverà “sforzandosi di diventare adulti”, emancipandosi così da “efebi e donzelle”. Per l’eventuale Decamerone, infine, ci sarà tempo." di Pietrangelo Buttafuoco | 23 Ottobre 2014 ore 06:27


http://www.ilfoglio.it/articoli/vr/122137/rubriche/riempitivo-buttafuoco-leggere-il-talebano.htm

L'astuto piano di Putin per sabotare gli USA


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L’astuto piano di Putin. Piccolo manuale di combattimento contro l’Impero Mondiale

L’interminabile isteria dei patrioti irriducibili, attualmente fomentata dal loro rigetto categorico dell’accordo della tregua di Minsk, che considerano come una abbandono della Novorossia e percepita come la presa d’una delle “torri del cremlino” da parte della giunta di Kiev, è la prova di come le emozioni possano oscurare la ragione ed impedire la comprensione di certi aspetti fondamentali senza la quale non si potrebbe avere una visione chiara dei confronti geopolitici.

Le autorità russe sono coerenti?

La Russia è diretta da persone che comprendono il senso più profondo degli eventi in corso, sia a livello del presidente che dei ministri. D'altronde i rappresentanti del potere considerano opportuno informare la popolazione con il massimo di trasparenza sul caos vigente alle frontiere della Russia.

Di conseguenza, le loro azioni sono come minimo meditate. Indubbiamente, le loro scelte sono influenzate in un qualche modo dagli ambienti oligarchici dell’industria e della finanza. Tuttavia, queste influenze non sono preponderanti, ed il paese non è certamente diretto da persone prive di determinazione; ciò è confermato dall’arresto dell’oligarca Evtushenko. Ciò significa che il Cremlino non si fa illusioni sulla possibilità di trovare un accordo con l’Occidente. Ed è stato constatato che “Se non fosse stata l’Ucraina, ogni altro mezzo politico interno od esterno sarebbe stato utilizzato”. Ciò significa che le accuse inerenti l’ abbandono, e tutto ciò che ci si potrebbe aggiungere, non corrispondono alla realtà, ma mutuano lo spirito patriota e combattente della società russa. 
La situazione scaturita dal «cessate il fuoco » e dalle prospettive politico-sociali delle autorità di Kiev sono perfettamente definite dal rispettoso Rostilav Ishenko, che spiega i punti del piano astuto di Putin riguardo alla Novorossia e alle autorità di Kiev. Per questa ragione, nel presente testo non andrò a dilungarmi troppo sulla questione della guerra civile ucraina.
Ciò che ci occupa è l’esistenza, o l’assenza, di un  piano « strategico » disposto da Putin, la cui applicazione permetterebbe alla Russia di vincere nel suo confronto contro gli USA e l’UE, e di effettuare i passi concreti che rinforzerebbero le posizioni russe.

Il senso del piano di Putin a livello mondiale
Nessuna delle tribù barbare alle frontiere dell’Impero Romano avrebbe potuto, individualmente, annientare la macchina da guerra rappresentata da quest’impero, ed entrare vittoriosa a Roma. L’impero s’era fornito  di più risorse e più cavalieri in vista della distruzione del suo nemico. I barbari erano divisi e si muovevano in modo scoordinato. Roma, infatti, cadde solamente quando le sue strutture di governo si decomposero e l’esercito cessò di esistere. L’impero, poco a poco, perse le sue province, privato delle sue risorse siindebolì  e perse i mezzi con cui opporsi agli invasori.

Ciò significa che per vincere gli USA, che si considerano come gli eredi dell’impero romano, bisogna :
1.    Unirsi a coloro che si vogliono liberare del potere di Washington
2.    Indebolire dall’interno la «nuova Roma »
3.    Privarla di quante più risorse possibili.

I paesi stanchi dell’egemonia degli USA si sono uniti nel quadro dei BRICS, dello SCO e dell’Unione Doganale Eurasiatica. Indebolire gli USA dall’interno è molto complicato, perchè ciò richiede delle azioni specifiche: una preparazione di alto livello delle ONG e di specialisti delle Rivoluzioni colorate, le quali non sono possedute né dalla Russia né dalla Cina. Tuttavia gli USA non mancano di problemi interni, che ultimamente peggiorano e si espandono, vedasi l’affare Ferguson.
In tal maniera, il mezzo più efficace di opporsi agli USA è il privarli di risorse, rifiutando tutti i prodotti chiave americani. Ciò andrebbe a scapito del dollaro, che  è il mezzo con cui Washington opera la ridistribuzione delle risorse.

La realizzazione del piano 
Per trattare questo argomento bisogna allontanarsi dagli assalti dell’isteria mass-mediatica.
Innanzitutto, bisogna smettere di comprare le obbligazioni USA ed europee, che succhiano le riserve dei fondi russi. Dal primo gennaio, i fondi che erano utilizzati per l’acquisto di queste obbligazioni dei “partner occidentali” saranno utilizzati per i bisogni del tesoro.
In seguito, nelle strutture profonde del partito “Russia Unita” si prepara una rivoluzione economica a partire dai piani alti. In terzo luogo si persegue l’approccio con la Cina, sulla quale è utile soffermarsi in modo più preciso. Oltre che la messa in moto del memorabile progetto dell'oleodotto “Forza siberiana” si persegue un lavoro comune, determinato e coordinato, del rafforzamento dei mezzi militari, oltre che lo stabilizzare i partner dell’Asia centrale. Per esempio, la Cina appare essere uno degli investitori principali nel Tagikistan. Tutta una serie di progetti comuni tra Russia e Cina sono stati intrapresi, come l’inaugurazione d’un infrastruttura aeronautica comprende anche gli elicotteri. In relazione a ciò, sta venendo fatto pure un lavoro fondamentale di distacco dal dollaro americano negli scambi commerciali. È utile sottolineare che gli USA, con le loro azioni ad Hong Kong, hanno decisamente irritato Pechino. Il livello di sostegno della popolazione cinese è passato dal 47% al 66% in un solo anno, in seguito al suo confronto con l’occidente.

Durante la diciottesima sessione della commissione russo-cinese per la preparazione degli incontri governativi, il vice-premier ministro Wang Yang ha dichiarato come “sbagliate” le sanzioni occidentali contro la Russia; ed ha esortato sia la Russia che la Cina a dare una risposta appropriata ai paesi occidentali.
Durante il forum economico russo-cinese, il presidente della Banca centrale cinese, quinto istituto finanziario al mondo, ha dichiarato che “è indispensabile rafforzare la cooperazione in materia di tali operazioni e mettere fine al monopolio del dollaro”. I meccanismi per disgregare l’egemonia del dollaro sono stati oramai concepiti.

L’11 ottobre la stampa ha confermato che la Russia e la Cina hanno concluso un accordo sulle operazioni SWAP (ossia le operazioni di scambi) per le esportazioni in rubli e Yen. Questo accordo sarà probabilmente firmato ad ottobre.
Senza dubbio, dopo l’aver firmato quest’accordo Swap, il numero dei candidati che intendono astenersi dal dollaro dovrebbe aumentare, perchè anche la Turchia ne é interessata.

Intanto si rafforza l'approccio con l'Iran. Teheran  e Mosca studiano una transazione nota come “petrolio in cambio di centrali elettriche”. Dato che l’Iran resta vincolato dalle sanzioni,  le banche commerciali Russe stanno  inaugurando una serie di collaborazioni con la Persia, e  sta venendo anche effettuato uno studio per stabilire una banca comune per il finanziamento mutuo dei progetti economici e commerciali.
E tutto ciò senza parlare delle attività ininterrotte per l’inaugurazione dello spazio economico eurasiatico, al quale s’aggiunge anche l’Armenia e a cui prenderà parte anche il Kirghizistan prima della fine dell’anno.
***
Insomma, il piano strategico di Putin, il cui fulcro è la cooperazione con coloro che sono stanchi dell’egemonia degli USA, mira a privare gli Stati Uniti delle loro risorse e a rinforzare la propria economia evitando di ricorrere al  dollaro per le transizioni. E tutto ciò senza che la Russia e la Cina rischino di incappare nei tranelli che sono tesi loro, sotto forma di “paracaduti gialli” o di prese di posizioni radicali nella guerra civile ucraina.
Se ciò non piace a qualcuno, è un suo problema. Agli altri auguro di avere idee chiare e pazienza. La nuova Roma, senza dubbio, crollerà.

  DI IVAN LIZIN
Politikus.ru
Ivan Lizin
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di di LILIANE TAMI

la filosofia fa schifo: Non piace al Califfo ABu-Bakr

La riforma scolastica dell’Isis: via la filosofia, la chimica e la storia dell’arte…



islam-eduL’Isis, a differenza di quanto è fatto credere, non è solo sangue, violenza ed infibulazioni: Il programma d’espansione dello stato islamico, che ora si sta insediando anche in Siria, comprende anche una serie di riforme scolastiche.
Innanzitutto, dato che i bambini sono profondamente turbati dalla presenza delle bambine, maschi e femmine sono costretti a frequentare istituti separati. In seguito, il buon califfo Abu-Bakr si è reso conto che le scuole, vittime di secoli di darwinismo, insegnano ai ragazzi teorie assurde, tali l’evoluzionismo. Dato che il mondo è stato creato da Allah e la scienza è troppo misera e gretta per capirlo, la biologia e l’antropologia sono state bandite della cattedre islamiche.

Infatti, in un nuovo regolamento proclamato dal califfo Abu-Bakr (che si crede unico depositario dei valori di Maometto) si legge “Lo stato islamico ha bandito la filosofia e la chimica dai programmi scolastici della città di Raqqa, capitale del califfato islamico.” Il perchè ad Allah sia di sgradimento persino la chimica resta un mistero. Invece, come afferma l’Express, che la filosofia e la storia, ree di infettare la mente dei giovani con idee diverse da quelle estremiste siano state bandite dagli insegnamenti, ci è più comprensibile.
In ogni caso, chiunque fosse stanco di portare sulle spalle il peso delle testa , “Se avesse da ridire sull’emirato islamico o sulla condotta di un soldato semplice, può andar a presentare lamentala presso ogni quartier generale dell’emiro, a patto che sia scritta, comprensiva di dettagli e prove”. Ma per fortuna ci sono gli Hisbah, gli agenti di polizia dello stato islamico che vigilano sulla buona condotta dei cittadini. Questi addetti all’ordine ed al rispetto della pubblica morale , armati di fucile, controllano che i bambini non studino materie eretiche – tra cui anche l’arte- e che nelle scuole non vi siano appese locandine considerate troppo occidentali.
Liliane Tami

http://www.mattinonline.ch/riforma-scolastica-dellisis-via-filosofia-chimica-storia-dellarte/