lunedì 13 ottobre 2014

La mania sessuale di Hitler

Da poco uscita in libreria, Zone of interest è l'ultima novella storica pubblicata da Martin Amis che parla ...del dominio di Hitler sulle proprie pulsioni sessuali. Il campo d'indagine preferito di questo studioso, più che la storia in senso stretto, è la figura di Adolf Hitler.


 Le approfondite ricerche l' hanno portato ad una conclusione sconvolgente: Il grande dittatore, maniaco del pulito e dell'ordine, disprezzava lo scambio di secrezioni corporee perciò...faceva sesso a distanza.
 Amis , dopo esplorato in lungo ed in largo la psicologia del fuhrer, ha dedotto che una personalità precisa e maniacale come la sua non era in grado di lasciarsi travolgere dalla sessualità. A differenza del Duce, che si sussurra esser stato un grande amante delle donne, ed in particolare del loro posteriore, Hitler viveva una sessualità più castigata.


I "rapporti" che consumava con Eva Braun avvenivano ad una cosiddetta " distanza di sicurezza", in modo che lei non potesse contaminarlo coi suoi "germi". 

Lui era quasi interamente vestito e lei, a diversi metri di distanza, mettendo in mostra parte delle sue grazie, riusciva a mandarlo in estasi. Amis, avendo diagnosticato un patologico disturbo ossessivo-compulsivo nel fuhrer, avvalendosi anche della testimonianza di Angelika Raubal, afferma che Hitler non solo faceva " sesso senza toccarsi", ma che anche, se doveva proprio approcciarsi ad un corpo di una donna , si muniva di pallottole di fazzoletti nelle mutande per non sporcarsi e contaminarsi. Le ipotesi a riguardo sono le più disparate: Era forse un borghese omosessuale represso?

O semplicemente, nei suoi deliri misticheggianti e religiosi ricercava la trascendenza e la purezza in quello che invece dovrebbe essere un atto carnale e non solo mentale?
Che Hitler fosse avverso al sesso già si sapeva, ma fino a che punto potesse spingersi la sua vera e propria fobia non era ancora stato illustrato...

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